11/05/2009

Indifferenza

"Fra, dopo il colloquio telefonico di ieri sera, e la discussione che l’aveva preceduto, sento il bisogno di fare alcune considerazioni e non volermene se ho preferito questo mezzo, invece di parlartene a voce, ma, credimi, così mi resta più facile esprimere quello che provo. Sai perfettamente che affrontare certi argomenti con te mi fa star male, poiché non sempre riesco a entrare nella logica dei tuoi discorsi e nel tuo modo di vedere le cose, e a reagire con autocontrollo. Mi è molto difficile rimanere impassibile nel sentirmi dire apertamente ciò di cui spesso mi accusi, e sottolineare, ogni volta, che non abbiamo un “rapporto amoroso”, che non siamo sposati, che neanche sono la tua amante, e che, quindi, non posso pretendere nulla né devo entrare negli affari tuoi. Lo so che io non occupo un posto così importante, nel tuo cuore, da meritare considerazione e attenzioni, però sentirmelo ribadire sempre, cogliendovi anche compiacimento nell’infierire, mi ferisce moltissimo. Forse non ricordi quante volte mi hai chiesto tu stesso di starti vicina, di non lasciarti da solo ad affrontare situazioni per cui non vedevi via d’uscita, quante volte hai avuto bisogno e io c’ero. E quante altre ti sei spinto con parole e gesti inequivocabili a cui non riuscivo a non dare peso e valore. Mettiti, per un momento, dalla mia parte, e rifletti se io avrei potuto, nella mia condizione, non considerare affatto l’espansività che mi mostravi e di prenderla solo come momentanea o un gioco, o piuttosto fosse umano illudermi e sperare. In tante occasione mi hai detto anche di amarmi e quelle parole lasciavano un segno profondo, che nessuna cosa al mondo avrebbe potuto cancellare, neanche il fatto che poi ritrattavi. A volte hai anche affermato che io, per te, sono “soltanto un’amica”, una che ti ha aiutato e a cui, comunque, hai detto grazie; pertanto, verso di me senti di non aver alcun dovere. Non è stato piacevole prendere atto di questo, quando ero convinta di rappresentare, per te, qualcosa di più di un’amica qualsiasi. Lo so, abbiamo affrontato milioni di volte questi discorsi, ma mai come ora sento il bisogno di chiederti aiuto. Tu sai quello che provo per te e non è un sentimento da poco. Avere netta la consapevolezza di non essere ricambiata è già una punizione più che sufficiente. Non aggiungervi dell’altro, ti prego: so come stanno le cose, inutile che tu me lo continui a ripetere. Nonostante le tue richieste, che, devi essere onesto, ci sono, e nonostante ne abbia desiderio, mi sono imposta di non lasciarmi coinvolgere di nuovo in un rapporto di sporadica frequentazione, perché ne uscirei a pezzi ancor più di quanto non lo sia già. Potrei farlo, ma solo se fossi certa che, una volta uscita dal tuo letto, non restasse traccia se non del momentaneo soddisfacimento fisico. Ma non sarebbe così ed è meglio la rinuncia che subirne poi le conseguenze. La tua telefonata di ieri sera mi ha rincuorata. Ti ho sentito disponibile al dialogo, più espansivo, meno sulla difensiva. Ecco perché ho avuto il coraggio, oggi, di scriverti. Solo questo ti chiedo: la tua presenza. Sai che non riesco a starti lontana, sia per l’affetto che continuo a provare, sia per un trascorso che, comunque, c’è stato, sia per la condivisione di momenti difficili della tua vita, ma vorrei che la mancanza che avverto non continuasse a essere un tuo motivo di orgoglio e di ricatto. Seppur con i limiti che m'impongo, desidero che tu ci sia, ma avrei piacere mi dimostrassi di saper rispettare i miei sentimenti. Bastano pochi gesti, poche parole per far sentire comprensione e vicinanza. Nello scontro, tra noi, sono solo io a uscirne perdente e con le conseguenze più gravi. Se puoi, cerca di proteggermi almeno da questo. Cat"

Questa la lettera, che hai definito bellissima e che hai ammesso ti avesse molto colpito, ma che ora sono consapevole sia servita solo a riconfermare il tuo smisurato ego. Hai promesso e ripromesso che avresti cambiato atteggiamento, ma, come tutti gli impegni presi nei miei confronti, anche questo è stato solo a parole, così come il ribadire che tieni a me. Ti ho concesso tantissime, troppe possibilità di dimostramelo, nella speranza che avresti compreso. Ma nulla è cambiato. Non ti dovevo niente, eppure ti ho dato, ma l'ho fatto perché avvetivo il tuo estremo bisogno ed ero convinta che lo avresti apprezzato. Non è stato così. Sei riuscito a sporcare e distruggere, con un'indifferenza incredibile, un sentimento vero e sincero, per il quale avevo chiesto unicamente rispetto e un po' più di considerazione. 
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20/03/2009

L'attesa





Gustav Klimt, L'attesa


Se un oracolo mi avesse predetto che certe esperienze mi avrebbero solo appena sfiorato, non gli avrei creduto.  Eppure, quando meno te lo aspetti, accade ciò che, razionalmente, riterresti impossibile. E ora la mia vita, che per tante volte, da anni a questa parte, mi ha messo a dura prova, è tornata ad essere quella di prima, prevedibile, monotona, senza emozioni, statica. Si è fermata, tempo fa. L'avevo riafferrata a fatica, senza convinzione, ma completamente stravolta, come non mi fosse mai appartenuta. Vivere alla giornata, giorno meglio, giorno peggio, non fare progetti, non guardare avanti: questa l'unica possibile via d'uscita. Prendo ciò che viene con un misto di rassegnata assuefazione. Non vedo futuro diverso. Non m'interessa ciò che accadrà. Non potrà mai essere peggiore di ciò che è stato. L’insoddisfazione e l’inquietudine caratterizzano il mio difficile presente. E vivo come in costante attesa. Di cosa, non lo so. Ma di qualcosa.

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Nostalgia


Sì, la nostalgia. Mi ha spinto a tornare ancora. E’ la nostalgia che mi attira in quel luogo, un richiamo forte, irrazionale, incontrollabile. Come una mano invisibile, mi afferra e mi trasporta, mi induce a ripercorrere lo stesso, identico tragitto, mi accompagna, passo dopo passo, e gli occhi percepiscono gli stessi colori intensi di allora. So già dove andare, dove sostare. Non c’è niente che distragga la mia mente, nulla che mi faccia sentire diversamente da come ricordo. Avverto la presenza di passi accanto a me, passi conosciuti, che mi riecheggiano dentro. Li sento e ne avverto l’assenza. E lì scompare qualsiasi angoscia, ogni timore, tutto è irreale, lontano, infinitamente lontano. E’ come se quel mare, nel suo ritmico incedere e ritrarsi,  portasse via con sé, in un attimo, segreti, amarezze, delusioni, pensieri, solitudine, dolore. 

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28/01/2009

Radici

                   



Sai cosa vuol dire trascorrere un giorno, due giorni, tre giorni, una settimana in una città, sia Roma piuttosto che Milano, girando con un agente che può più o meno starti simpatico, dovendo essere sempre disponibile e brillante con i clienti nella sempre più recondita speranza che comprino il tuo prodotto? L'unico vantaggio di Roma su Milano, è che la sera torno a casa mia, anche se non più mia. L'unico vantaggio di Milano su Roma sono i navigli. Che Roma non ha. Per il resto, sono due luoghi nei quali trascorri del tempo, cercando più o meno di fare il tuo dovere. Ma il cervello ed il cuore stanno dove hai le radici, è naturale e logico che sia così.

Io sono nato a Roma il 5 maggio, ma il 15 maggio già ero a S...., dove ho trascorso sempre i mesi (una volta erano quasi tre) delle vacanze scolastiche. I mesi estivi e della giovinezza, ti rimangono scolpiti. Dentro. Quando a fine settembre i miei mi riportavano a Roma, sentivo uno strappo. Una mancanza che mi durava sino a Natale, quando tornavamo al paesello per almeno una decina di giorni. Poi le vacanze di Pasqua e, dopo, di nuovo l'estate.

Io qui sento forti le radici, è bello ed importante avere radici, la casa che vivo, non abito, vivo, che è diverso, l'ha fatta mio nonno. Duro. Fabbro ferraio. Dinastia degli A...., temuti e rispettati in paese, ché stanno là dal 1200. Il bisnonno due volte sindaco. Inquisito come anarchico, che quello era, per un mai avvenuto attentato al re, non ricordo quale. Fabbri ferrai. Gente dura. Mio nonno dialogava con i suoi quattro fratelli a martellate.

Se chiedi ai vecchi del paese chi sono, quale la mia dinastia, sentirai che non ti racconto favole. Mio nonno, T. A.,  ha avuto due mogli, con due figli, uno da una parte, una (mia madre) dall'altra, ed era considerato un gran trombatore. Per la disperazione di mia nonna, che ho amato forse più di mammà. Con questi presupposti capisci da te quanto a me stia a cuore questo paese.  Avendo vissuto vent'anni a Roma, avendo viaggiato il mondo, mi rendo conto delle sue piccolezze, delle piccinerie quotidiane.

Ti capisco quando sottointendi che, venendo in piazza, incontri sempre le stessefacceavvoltescassacazzichenonnepuoippiù!!!!!!. Ma se ti serve una mano, un amico, un minimo di calore umano, allora ti rendi conto di non esser solo.

Poi, può capitare, a me è capitato, di incrociare lo sguardo con una tipa che sino a quattro/cinque anni addietro mi stava sui coglioni, che non conoscevo se non per sentito dire e dall'aria piuttosto snob. Si dà il caso che a me questo tipo di tipe o lo evito totalmente o vado a cercarmi i guai.

Non ti ho evitata. Mi sei cara. Molto. Fra.
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09/12/2008




Si è proteso su degli abissi. Ha rischiato più volte di cadere. Ma alla fine non è precipitato. In bilico sul vuoto, non ha conosciuto la caduta. Ci sono stati cedimenti, sbandamenti, delusioni, scoramenti, ma la vita l'ha sempre avuta vinta. 


(Philippe Besson)

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02/09/2008

Riflessioni

h. hesse




Dona il tuo aiuto e subito scordatene. Non sperare nella riconoscenza e nella gratitudine: solo così non avrai delusioniPoiché a dimenticarsene, ancor prima di te, sarà chi l'ha ricevuto. E non pensare mai che i tuoi gesti possano essere sempre compresi e apprezzati. Né che essi possano servire come esempio e lezione di vita.

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categorie: riflessioni
25/05/2008




Se hai un passato di cui non sei soddisfatto, adesso dimenticalo. Immagina per la tua vita una nuova storia, e credici. Concentrati soltanto sui momenti in cui sei riuscito ad ottenere quello che desideravi: e questa forza ti aiuterà ad ottenere ciò che vuoi.


Tratto da "Monte Cinque" di Paulo Coelho e inviatomi da Chicchi......

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23/05/2008

Gianna Nannini




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categorie: musica
07/04/2008

Lo sai che non finirà.....

                      



29/09/2005  00:12

Lazise, lago di Garda, stesso alberghetto (7 camere in tutto), vengo da 18 anni, regolarmente. E' come avere casa. Qui faccio come mi pare…….Sono stato un'oretta a guardare le papere, sul lago. Sono rilassato. Devo decidere, ancora una volta, del mio futuro. Ma questa volta non ho paura. FRA




29/09/2005  00:45


Ti immagino con lo sguardo perso a seguire le papere scorazzare per il lago, tra una sigaretta e l'altra. In quello scenario tranquillo, i pensieri sono più nitidi, meno frastornati. L'ambiente adatto per riflettere. Sì, perché ne hai bisogno. Non prendere decisioni affrettate. E' bene non aver paura del futuro, ma serve anche tanta prudenza. Mi raccomando. Non ti nascondo che sono un po' preoccupata per te, perché temo che faccia errori di valutazione. CAT



E' vero, allora non avevi paura. Eri deciso. Stavi maturando una scelta importante per il tuo futuro, quella che ritenevi fosse la migliore. Nonostante la tua determinazione, io ero in pena, poichè la rinuncia a ciò che è certo e sicuro, implica sempre un rischio grandissimo. Ma ero anche felice dell'entusiasmo ritrovato e del fatto che ti sentissi sereno. Però quella, ben presto, si rivelò una decisione azzardata, e, anche la successiva, di lì a poco ti gettò nella disperazione. Io c'ero, ti ero vicina. Tu lo volevi, dicevi di averne un vitale bisogno. Non ti ho mai lasciato solo ad affrontare l'inferno di quel lungo periodo e neanche durante gli altri momenti di crisi, mettendo a tacere le tante delusioni che, nonostante tutto, mi riservavi.  Eri TU la priorità. E sono stata lo stesso al tuo fianco, dalla tua parte, un solido appoggio, una certezza, fino a pochi giorni fa, finché non hai cercato, ancora una volta, d'ingannarmi con altre bugie. E' evidente che, ai tuoi occhi, non ho saputo darti abbastanza, in tutti questi anni, non tanto da meritare qualcosa di diverso dall'opportunismo, dall'indifferenza e dalla menzogna. Non hai più bisogno di me. E forse non l'hai mai avuta realmente. Ho compreso troppo tardi che non ero io la sola da cui cercavi sostegno, ma una fra tante. Tu sai a chi rivolgerti e come commuovere. Sei sempre stato bravissimo. Sai dove puoi prendere senza che questo comporti doverti spendere. Continua pure a riempire la tua vita di legami di superficie, a cercare, a rincorrere e a crearti stimoli fatti di nulla, fatui, inconsistenti, racimolando qua e là stupide briciole di fumo per colmare il vuoto che hai attorno, senza apprezzare e coltivare quello che ti viene donato con sentimento sincero.  Intravedi sempre altre spiagge all'orizzonte, più allettanti rispetto a quello che consideri un "porto sicuro", acquisito.  Tanto sei certo che, al tuo ritorno, sarà ancora lì, in attesa, pronto ad accoglierti. Invece, ora l'hai perduto, per sempre.  La mia arrendevolezza  ti ha reso forte e spavaldo, certo che non avrei potuto fare a meno di te. E troppo superficiale da non comprendere che, dopo anni di così tanto dolore, di delusioni così taglienti, dentro di me qualcosa si stava spezzando. "Piantala. Lo sai che non finirà", la tua affermazione. Eppure, questa volta ti sbagli. Tutto finisce, anche l'amore più profondo, quando si riesce a distruggerlo in questo modo. Non hai mai capito nulla, nulla, nemmeno che  una donna, in nome di un sentimento così, può annullarsi e perdonare l'impossibile, ma non di essere ripetutamente calpestata e derisa senza alcuno scrupolo. Io non ci sarò più, non per te.  

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categorie: riflessioni, ricordi, i post di fra, raccontati
28/03/2008

Riflessioni....






Le opportunità, nella vita, non vanno mai perse.

Quelle che non sai cogliere tu,  quelle che lasci andare,  che ti lasci sfuggire....


se le prende e te le porta via qualcun altro.

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categorie: riflessioni
25/03/2008

Donne che Amano troppo





B. Borroni, Rose rosse



Quando essere innamorate significa soffrire,.....stiamo amando troppo.

Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza......stiamo amando troppo. Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute, stiamo decisamente amando troppo. Amare troppo è calpestare, annullare se stesse....

tratto da "Donne che Amano troppo" di Robin Norwood

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categorie: riflessioni, letture, arte
14/03/2008

Me ne vado e lascio nel baule del tempo la mia poesia






con il mare

vicino alla sponda del cuore

aspettano.

      Vola nel tramonto

in compagnia di larghi gabbiani

            la speranza.

La loro massiccia solitudine

sulla spiaggia o nei campi

è radicata nel tempo


mentre l'uomo naviga

al di là dell'ultimo sogno.

Un delicato battito d'ali

sopra sguardi nascosti

e un'immensa distesa

      di tenero silenzio.


Silvano Paganelli, Per scala e pagliai

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categorie: poesie
07/03/2008

Una donna....


Vorrei essere al posto dell'altra donna,


quella prescelta.


Per poter condividere il dolore.


E per regalare un sorriso.


La mia presenza,


 lo so, è un  momentaneo rimedio,


come altre volte.


Tuttavia, ci sarò,


per una carezza, un abbraccio,


per ascoltare, comprendere, consigliare,


per il calore di uno sguardo,


per un aiuto.


Per questo, e solo per questo,


io potrò ancora esserci.  

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categorie: riflessioni
04/03/2008

 





Ti aspetto e ogni giorno

mi spengo poco per volta

e ho dimenticato il tuo volto.

Mi chiedono se la mia disperazione

sia pari alla tua assenza

no, è qualcosa di più:

è un gesto di morte fissa

che non ti so regalare.



Alda Merini


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categorie: poesie, riflessioni
01/03/2008

I miei occhi......

Pensieri rubati

Occhi 1

Mi sei mancata, avrei voluto sentire la tua voce mischiata a quella del mare davanti, riempire i miei occhi dei tuoi, il tuo profumo a quello che mi circondava, ma sei virtuale. Pazienza. Tienimi dentro di te.

26-10-2004

Verrà il sole, e ci ritroverà a guardarci, con curiosità, ancora, ché non smetteremo mai di curiosarci......

6 marzo 2005-22:54

Leggere il colore dei tuoi occhi, sia in un bar di provincia, piuttosto che in tiva al mare, rimane, purtroppo, desiderio. Che non possiamo darci. Una scoperta. Una sorpresa. Sempre.

7 marzo 2005-00:31    

Ma tu sei distratta. Il piacere di rivederti, dopo mille giorni, guardare come mi guardi.....l'odiarti e desiderarti al tempo stesso............

3 aprile 2005 22:56

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categorie: ricordi, i post di fra
08/02/2008

Libera

  

 

Per anni ho rincorso un sogno.

Ma si stava trasformando in incubo.

C'è voluto un dolore così tanto profondo,

per arrivare a soffrire di meno.

Ora sono fuori da quel vortice.

Libera.

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categorie: riflessioni, ricordi, arte, raccontati
03/02/2008

Possiamo ripartire da qui

per fare nostri nuovi propositi di vita,

nuove interpretazioni del nostro quotidiano.

Per rinnovarci

o soltanto per ripartire dopo qualche inconfessabile e taciuto amore,

qualche tsunami del cuore,

che ha portato via ogni ambiguo legame,

divenuto praticamente insostenibile.

tratto da STRAblog di Danilo

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categorie: riflessioni, suggerimenti
31/01/2008

Una promessa

2-11-2007

dal tavolo 4

Continuerò a venire, Chicchi, è un impegno,

e siederò a quel tavolo, in tua compagnia,

poiché voglio che la nostra amicizia rimanga intatta.

Ricordi? Un giorno mi dicesti:

"Sappi che verranno tempi peggiori, non sarà sempre come oggi. Siine preparata.",

ma mai avrei potuto immaginare

quale ne sarebbe stato il prezzo.

Sebbene sappia che i ricordi mi faranno impazzire

e  ogni volta si riapriranno ferite,

verrò.

E, ti prego,

riservami sempre anche quel posto vuoto accanto a me. 

Lì, mai a nessuno permetterò di sostituire quell'assenza. 

Lealtà e rispetto mi sono stati negati.

Ma io sento di doverli all'Amore profondo

che mi ha sempre spinta a correre contro il tempo,

pur di rubare anche solo pochi attimi in più

da vivere a quel tavolo,

e raggiungere chi pensavo mi volesse lì, accanto a sé.

 Con me portavo la segreta speranza di trovarvi, almeno,

la sincerità di una carezza, di un sorriso, di uno sguardo d'affetto.

E con l'illusione che quel mio esserci

fosse bisogno e desiderio condivisi. 

Lì, non ho avuto pudore a mostrare

 la limpidezza del mio modo di darmi,

nonostante la consapevole umiliazione

che sarei stata usata ancora all'occorrenza

e poi di nuovo allontanata, rifiutata.

Non sarò io a dover abbassare lo sguardo.

 Né avrò vergogna di portare con dignità 

 il peso di questo Amore

donato a piene mani, senza riserve,

 alla sola condizione  dell'onestà,

tuttavia deriso e fatto a pezzi,

e il dolore immenso di anni e anni

di un grottesco, assurdo, meschino,

sporco gioco.

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categorie: riflessioni, ricordi
24/01/2008

Monte del Lago

 Monte del lago

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categorie: ricordi, luoghi magici
13/01/2008

Per TE

Oggi le tue confidenze mi hanno lacerato il cuore.

Te l’ho anche scritto: la determinazione non era nei tuoi occhi. Né l’accettazione, non come mi hai detto.

Dolore, quello sì, arrendevolezza e consapevole sconfitta, volutamente nascoste dietro una rabbia poco credibile. Niente più desiderio di riscatto nè forza per lottare ancora.

Sono venuta via come se anche quel piccolo barlume di speranza per te, e per me, noi così simili nel vivere e percepire l'amore, fosse inghiottito  da un profondo senso d'impotenza.

Quegli occhi, in un attimo, sono diventati lo specchio dei miei pensieri. 

E vi ho visto riflesso il mio stesso tormento. 

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categorie: riflessioni

La voce a te dovuta

Il modo tuo d'amare 
è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole o abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi:
tu no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, 
per timore che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.
Pedro Solinas

 

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categorie: poesie, riflessioni
10/01/2008

Il tavolo 4

Dal tavolo 4

Era un luogo, quello, dove credevo mi avesse voluto condurre perché gli faceva piacere "stare insieme". Quella sera aveva insistito affinché andassimo e, fino all’ultimo, non ero riuscita a capire dove fossimo diretti. Una sorpresa, disse, un posto molto particolare, dove si recava spesso. Gli chiesi se saremmo stati soli, aspettandomi una risposta affermativa, che, invece, fu vaga, volutamente non precisa, ma capii, dalla sua esitazione, che avremmo avuto compagnia. La conferma arrivò lungo il tragitto, sebbene continuasse a tergiversare. Mi accertai se avesse già prenotato. Con sicurezza affermò che non ce n'era bisogno. Mi chiese anche se avessi nulla in contrario. Tentai di esprimere perplessità, ma non aspettò la mia risposta. Però, ero curiosa.

Un posto in cui era perfettamente a suo agio, frequentato usualmente da anni, in cui ritrovò la solita cerchia di amici del tavolo 4, goliardici, simpatici, anche se, per me, perfetti sconosciuti. Più volte mi chiese se fossi a disagio, se mi sentissi fuori posto. Cosa avrei potuto rispondergli, se non che stavo bene, che non si preoccupasse, che,  anche senza prenderne parte, mi faceva piacere ascoltare le loro conversazioni, che mi divertivo a osservare e studiare quei tipi che animavano la serata con risate, battute, sottintesi, vino e sigarette. Certo, erano gentili con me, accorti, molto più di quanto lo fosse lui stesso, ma la loro lunga frequentazione permetteva una confidenzialità che non poteva essere anche la mia. Mi domandavo perché avesse voluto condurmi lì, tra gente che avrebbe potuto benissimo incontrare in altri momenti. Lo venni a scoprire più tardi, a poco a poco, durante le altre occasioni in cui ritornammo insieme. Lì dentro, lui si trasformava, abbassava la guardia, diventava improvvisamente allegro, rilassato, aperto, non più scostroso e burbero. Era se stesso. Mi aveva sempre confidato il suo amore per quel posto, per quella città, amore che mi aveva trasmesso con racconti di tante esperienze vissute. 

Mi piaceva andare, cominciavo ad affezionarmi a quel luogo, a sentirmi quasi di casa, a trovare simpatiche l’atmosfera scanzonata, informale, le chiacchiere sconclusionate e ironiche. C’erano, quando più quando meno, i soliti, e non si facevano certo scrupoli della mia presenza nell’usare liberamente battute e allusioni. Quest'atmosfera familiare, inusuale in altri simili contesti, m'affascinava e mi sentivo attratta e coinvolta nell'allegria generale.

Per quasi un anno, un lunghissimo  anno,  dovetti evitare di tornarvi. Non potevo, non sarei riuscita a varcare quella soglia senza che i ricordi mi piombassero addosso come una valanga gelida.  Mi mancò.......mi mancarono. Ma non avrei superato l'impatto di una non presenza o di una presenza che non fosse lì, come altre volte, anche per me.  Era netta la sensazione di sciupare qualcosa, di recidere un legame. E, soprattutto,  ritenevo fosse una mancanza di rispetto per quelle sensazioni che ancora mi portavo dentro e che desideravo proteggere e conservare intatte.

L'invito a ritornarci insieme, dopo così lunga assenza,  fu  una sorpresa. Venni accolta come se non fossi mai mancata: la stessa atmosfera, la stessa ospitale disponibilità. Danilo, Roberta, Valeria......anche tutti gli altri erano lì, niente era cambiato, neanche quel solito modo di "stare insieme", in un intreccio scomposto, incoerente e, all'apparenza, inconcludente di conversazioni su politica e donne, musica, sport, vino e ricette,  e battute ironiche, cazzeggi e tante risate....espressioni tutte di una grande amicizia.

A poco a poco il legame, con qualcuno in particolare, è diventato più profondo, poiché si è iniziato  a condividere anche confidenze, inquietudini, problemi, aspettative, illusioni e delusioni,   e i grandi dolori della vita. La comprensione, la solidarietà e l'appoggio espressi con parole di conforto, consigli e riflessioni, sguardi e polungati silenzi, niente di costruito, nulla di formale, ma vivo, partecipato, umano. 

Ora, per me, è  come un rifugio, un luogo che mi regala qualche attimo di distacco dal mio mondo reale. Vi trovo sorrisi, gentilezza e dimostrazioni d'affetto, un  posto che vivo a mio agio, dove poter essere me stessa e in cui, per quei pochi momenti,  riesco a respirare  una boccata d'aria di libertà.

E scappo lì........ogni qualvolta sento il bisogno di fuggire o di ritornare.  

postato da: Saffo13 alle ore 16:24 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, ricordi, luoghi magici, raccontati
09/01/2008

STRA

"Rubo" questo post dal blog http://condoricose.splinder.com/archive/2007-06 e mi scuso con l'autore, Riccardo Madrid, per  l'abuso, ma anch'io amo Ancona e quel posto in particolare, a cui sono legata da intensi ricordi. Nel leggere questo scritto, ho provato molta emozione. Andarvi è sempre una grande gioia. Ho profonda stima di Danilo, Chicchi, e nutro per lui un affetto sincero.  Il merito dell'accoglienza e dell'amicizia che vi trovo, va a chi mi ci ha portata la prima volta, tanto tempo addietro, e con cui ho continuato a condividere il piacere di "stare insieme", al tavolo 4: FRA.

 vicolo di strabacco

Vicolo di Strabacco

La produzione di acquarelli da portarmi in Cile va avanti e mi obbliga a guardare questa mia città non con gli occhi di chi passa per le vie distratto e di corsa perché deve arrivare da un posto all’altro in fretta e per lavoro. No, mi obbliga  a guardare gli angoli, le piazze e le strade  e pensare a cosa c’è dietro i muri, ad immaginare come sarebbe quel posto senza macchine,  a pensare che, tutto sommato, Ancona è più bella di quanto i suoi abitanti credano.

Affianco a  questo vicolo, ad esempio,  c’è  Strabacco” (osteria-teatro). Diciamo che  nell’anima è una raffinata “osteria” dove il titolare, Danilo, ha fatto veramente “un ristorante di un certo tipo”. Ho sentito tantissime volte persone che si proponevano di “mettere su” un luogo così: “di un certo tipo”, senza definire mai di quale tipo si trattasse e quindi senza riuscirci.  Danilo lo ha definito e, lavorando molto, ci è riuscito.  

Aperto nel 1978, aveva  in cucina una  macchina a gas con quattro fornelli, uguale  a quella che c’era a casa mia. e forse, se è possibile,  più sgangherata. C’era qualche tavolo, qualche sedia e tante idee, ma soprattutto c’era la presenza carismatica di una persona convinta  che la gastronomia seria è cultura.

Danilo ha studiato, ha studiato tanto le tradizioni culinarie delle Marche, i suoi vini, i suoi prodotti, è andato a  scovare tutti i “segreti della nonna” . Poi è cresciuto con intelligenza ed è stato bravissimo a non perdere  lo spirito degli inizi, e cioè quello di un luogo dove non c’è bisogno di conoscere una persona per sedersi allo stesso tavolo.

Da Strabacco si può “stare insieme”. Non sono un cliente assiduo, ma molte cene o pranzi “importanti” li ho fatto lì. Chi serve a tavola non arriva certo con lo smoking, ma arriva con quel  sorriso che ti fa sentire a casa. Poi passa Lui a salutare sempre con le parole appropriate, si tratti di un giornalista, di un ambasciatore, di un attore, di un politico, di un gastronomo o semplicemente si tratti di me che non sono nulla di tutto ciò. Con Danilo ho un debito.

Molte volte ho citato in Condoricose i “miei raccontini” e di questi ne ho pubblicato uno solo. Si tratta de “L’ancora e la locomotiva”, un ricordo del mio peregrinare  tra le case che Neruda ha lasciato in Cile. La “edizione” è un volumetto di 20 pagine (cm 10x14) stampato con una certa eleganza in occasione di un recital di poesie del Premio Nobel e soprattutto finanziato da Strabacco. A questo punto credo che l’acquarello non lo porterò in Cile, ma lo regalerò a Danilo.

Commento al post

Emozionato! Non credo che questo aggettivo rappresenti davvero il mio stato d'animo nel leggere il tuo scritto sul blog. Grazie Ricardo. Hai ragione nel dire che la cosa più difficile è stata quella di mantenere inalterato lo spirito dei ventanni. Quello spirito audace, aggressivo e spericolato proprio di quella età. Poi crescono le responsabilità, i doveri verso coloro che lavorano e sudano con te e cedi a qualche compromesso. Mandi a quel paese un po' meno gente, soppesi di più le tue gesta.....insomma, cerchi di cescere. Ci provi. La cucina una volta era economica, si chiamava così, ora di economico nel mio laboratorio non c'è più niente. Continuo ad elaborare filosofie di comportamento gastronomico, ma sono sempre più convinto che la cucina debba assomigliare alla vita....pochi fronzoli inutili e più qualità. Solo così i piatti rispecchieranno noi stessi, la nostra cultura, la nostra italianità e, consentimi, la nostra marchigianità. Io sono Danilo, quello che ha perso troppo presto i genitori, talmente presto che la mia cultura non è stata influenzata da insegnamenti ed educazione di maniera, di buona famiglia. Ogni cosa l'ho pesata con i miei occhi, con la mia testa, con il mio istinto. Ed è con questo istinto che ho abbracciato con entusiasmo l'idea di stampare insieme a te quel libello di poesie. Mi piacerebbe che tu ne riempissi altre di quelle pagine per continuare a leggerle insieme a te. Dimenticavo....grazie per il tuo acquarello. E' un bellissimo regalo!
Danilo.
30 Giugno 2007 - 00:23
postato da: Saffo13 alle ore 23:27 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, ricordi, suggerimenti, luoghi magici
02/01/2008

Carpe diem

4yq2a1w.jpg picture by babsy_photos

Voglio riproporre un commento a un mio post di quasi quattro anni fa. Non portava né firma né altra indicazione. Anonimamente bello e struggente. Ma, anche dopo così tanto tempo, queste parole continuano a suscitare emozioni. Mi farebbe immenso piacere "ritrovare" chi le ha lasciate sparse qui dentro.....

 

25 Aprile 2004 - 15:22

"Ormai vivo di attimi. Lavoro, metropolitana, viaggi, ufficio, moglie, figli, amici, colleghi, parenti... ma il mio cuore è in un luogo solo, accanto a una donna con cui vivo momenti di sincerità, gioia, dolcezza e malinconia... Un luogo che non si può manifestare che in minuti imprevedibili in cui il tempo si ferma, lo spazio si dilata, e poi... poi torna tutto come prima... torniamo nelle nostre vite con la certezza di avere in comune un'isola segreta... nota solo a noi due. Ecco il mio carpe diem."
postato da: Saffo13 alle ore 22:17 | link | commenti (5)
categorie: ricordi, suggerimenti
01/01/2008

Che sia buona vita

 

555c45a365f532d7391a4b2pp5.jpg picture by babsy_photos

..........

Vivi sempre con passione
rispetta le persone
e l'amore per te stessa
difendilo, non farlo maltrattare,
tu rischia ma rimani uguale.

Che sia buona vita,
che sia buono il tempo,
canti canti il vento,
finchè notte sia finita.

Che sia buona vita,
che sia buono il tempo,
canti canti il vento,
che il tuo sogno prenda vita.

...........

postato da: Saffo13 alle ore 14:45 | link | commenti (3)
categorie: musica, riflessioni

Qualcosa di Te

06.gif picture by babsy_photos

Grazie per la tua compagnia
scivola la notte va via
dentro c’ è uno strappo sottile 
e il tempo passa senza chiedere.
Scelgo i pezzi del passato
prendo poche cose e vado
ma porto sempre in fondo a me qualcosa che assomigli un poco a te.

(......)
 
Grazie per la tua compagnia
prende fiato l’
anima mia
tremo a una parete sottile 
e il cuore cede dov’ è fragile.
Vivo appesa a un filo e cado
corro e non so dove vado
ma cerco sempre intorno a me qualcosa che assomigli un poco a te.

Di lui che ne sarà
parlarne a poco servirà
se non a riaprire una ferita
che si è asciugata con fatica.

Ora lascia in giro un po’  d’ allegria
quella che trascini con te.
Cara vicinissima voce
spazio aperto tra le nuvole
pensami tra la gente
pensami e sarai presente 
e porta sempre in fondo a te qualcosa che assomigli un poco a me.

postato da: Saffo13 alle ore 12:51 | link | commenti (1)
categorie: musica, riflessioni
15/12/2007

Nevicata

Odio la neve anche se appaga gli occhi.

postato da: Saffo13 alle ore 19:16 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
07/11/2007

Gli errori

Gli errori si pagano a caro prezzo.

Quelli subiti e quelli commessi.

Ne ho perdonati tanti, in nome dell'amore.

A me non viene perdonato nulla,

neanche l'amore che ho dato.

Non era voluto. 

Non si perdonano i tentativi di ribellione al rifiuto. 

Non si perdonano le parole.

Non si comprendono le parole.

Non si comprende chi non si ama.

Non si comprendono lacrime versate.

Non si comprende il dolore.

Non ci si comprende. 

postato da: Saffo13 alle ore 22:16 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, raccontati
12/10/2007

Dirlo con un fiore.....

Quel giorno

disegnò una margherita sulla mia pelle,

calcolandone minuziosamente i petali.

Nessun bisogno che li contassi.

Erano esattamente 

quelli che gli servivano.

E, con essi, 

ancora una volta intese fare chiarezza.

Poi, però, con tratto leggero, vi aggiunse

un altro minuscolo petalo,

distante, distaccato

come fosse volato via lontano.

Cercai di proteggere, di conservare

a lungo quella margherita,

l'unico fiore,

l'unica cosa che mi abbia mai regalato.

"Un simbolo di pace, di riconciliazione, d'affetto" ,

mi disse.

Allora diventò infinitamente preziosa.

Ma, a poco a poco, si dileguò.

Infine scomparve.

E con lei,

anche chi l'ha lasciata lì,

invisibile

ma  come un marchio inciso,

che continua a scavare,

a bruciare 

dentro la pelle.

postato da: Saffo13 alle ore 01:04 | link | commenti (8)
categorie: riflessioni, ricordi, raccontati
28/09/2007

Solitudine

 

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare.....

(tratto da "Solitudine" di Emily Dickinson)

postato da: Saffo13 alle ore 23:01 | link | commenti (5)
categorie: poesie, riflessioni, luoghi magici

Chi sono

Utente: Saffo13
Nome: Fragile
A me pare uguale agli dei
chi a te vicino così dolce
suono ascolta mentre tu parli
e ridi amorosamente. Subito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
non esce e la lingua si lega.
Un fuoco sottile sale rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.
(Saffo) (24 maggio 2002)

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