
Afrodite, trono adorno, immortale,
figlia di Zeus, che le reti intessi, ti prego:
l'animo non piegarmi, o signora,
con tormenti e affanni.
Vieni qui: come altre volte,
udendo la mia voce di lontano,
mi esaudisti; e lasciata la casa d'oro
del padre venisti,
aggiogato il carro. Belli e veloci
passeri ti conducevano, intorno alla terra nera,
con battito fitto di ali, dal cielo
attraverso l'aere.
E presto giunsero. Tu, beata,
sorridevi nel tuo volto immortale
e mi chiedevi del mio nuovo soffrire, perché
di nuovo ti invocavo:
cosa mai desideravo che avvenisse
al mio animo folle. "Chi di nuovo devo persuadere
a rispondere al tuo amore? Chi è ingiusto
verso te, Saffo?
Se ora fugge, presto ti inseguirà,
se non accetta doni, te ne offrirà,
se non ti ama, subito ti amerà
pur se non vuole."
Vieni da me anche ora: liberami dagli affanni
angosciosi, colma tutti i desideri
dell'animo mio; e proprio tu
sii la mia alleata.
" 'L'altro giorno ho letto una lettera scritta da Thomas Jefferson, ormai vecchio, a John Adams, in cui gli confidava che molte delle cose da lui temute, nella vita, non erano mai accadute. <Quanta pena ci è costato il male mai accaduto>(...)" (Donna Tartt, 'Il piccolo amico')
Temiamo sempre il futuro, temiamo sempre che un dolore estenda i suoi rami contorti verso il resto dei giorni a venire della nostra vita. Viviamo nell'attesa di una nuova ricaduta, un'altra sofferenza, ancora. E questo comporta ansia e angoscia, un'inquietudine per il domani. A volte ciò che temiamo è solo una protrazione di nostre afflizioni passate che, intrappolate nella prigione dei ricordi, si mantengono vive nel nostro istinto di sopravvivenza, ma che non fanno altro che frenare la possibilità di una dignitosa sopravvivenza.

Chiunque può arrabbiarsi, questo è facile; ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile. (Aristotele)

L'unica cosa che lo confortava era la musica, tutta la musica, la sentiva vibrare sulla propria pelle; vedeva spandersi l'armonia nello spazio, nell'universo e sentiva il ritmo dentro di sé, nel tempo scandito dai battiti del proprio cuore e allora si commuoveva, si sentiva trascinare e si esaltava. Un bisogno, il suo, al di sopra delle tante altre futili cose. E questo suo sentire profondo si trasmetteva a chi lo sapeva ascoltare e poteva osservare i suoi gesti e l'espressione rapita.
La musica era per lui la vita stessa, senza il suo contenuto prosaico, senza le sue sofferenze e i suoi dolori, e si abbandonava ad essa totalmente, senza riserve. Cantare, suonare.....era come esprimere l'anima, la propria essenza. Cosa sarebbe stata la vita priva di musica, non ci voleva neanche pensare, tanto gli sarebbe apparsa assurda e inaccettabile.
Ogni volta che era triste e stanco dentro, "CREAVA" musica e si riconciliava con se stesso e il mondo.
Ascoltarlo......struggente nostalgia.

«Continua a cercare. Ma che cosa? Forse ho cercato abbastanza. Ho cercato fra tante verità. Tuttavia queste cose possono maturare soltanto così. Filosofia… Arte… La verità è ciò che infine viene a galla come l’olio sull’acqua. In questo modo la vita ce la svela… a poco a poco, in parte, ma continuamente. Inoltre essa è in noi, in ogni uomo. Ed è qui appunto che essa è vicina alla vita. La portiamo in noi, essa è più forte della nostra debolezza».
Karol Wojtyła

No, non l’avrei mai pensato, mai, neanche con la più fervida immaginazione, di trovarmi ad aver perso tutto, in un attimo, anche quel poco che la vita mi aveva dato di buono.
Ne ho perso il ricordo e, con esso, la sensazione, sopraffatta dagli eventi ultimi rispetto al mio precedente vivere. Ed è bastato poco, pochissimo, poche parole….non dette. E proprio per questo lame taglienti.
Le cose, i fatti, a volte, sembrano accadere per caso, senza una possibile spiegazione. Ma nulla è casuale, niente avviene senza uno scopo, un motivo. Né possiamo far nulla perché non accada. E’ il destino che ci aspetta, che sceglie per noi, non è una scelta di libero arbitrio. Si ha l’illusione di poter gestire se stessi e il mondo dentro e fuori di sé. Poi ci si accorge, con stupore e costernazione, che si è impotenti, manovrati dagli eventi che si delineano, si materializzano, si plasmano, così, dal nulla, senza alcuna possibilità di porvi rimedio e opporsi ad essi.
E mi ritrovo con questo buio attorno. Sì, è proprio vero, faccio parte anch'io di quel "popolo di morti", incapace di rapportarsi con il mondo. Smarrimento e angoscia sono i soli compagni della mia sorda, profonda solitudine. E’ la forza d’inerzia che mi porta a vivere, nonostante tutto…… oppure, ancor più probabile, il poco coraggio di osare oltre quel muro d'ombra.
Fabrizio Buttafava, Solitudine
La solitudine significa anche: o la morte o il libro. Ma innanzi tutto significa alcol.
Margherite Duras

Certi amici compaiono
nella vita di ciascuno di noi, e se ne allontanano
appena l’hanno attraversata.
Diventano dei veri amici,
e condividono la nostra esistenza
per un istante, lasciandosi dietro
delle magnifiche impronte nella sabbia.
Bambaren