
2-11-2007
dal tavolo 4
Continuerò a venire, Chicchi, è un impegno,
e siederò a quel tavolo, in tua compagnia,
poiché voglio che la nostra amicizia rimanga intatta.
Ricordi? Un giorno mi dicesti:
"Sappi che verranno tempi peggiori, non sarà sempre come oggi. Siine preparata.",
ma mai avrei potuto immaginare
quale ne sarebbe stato il prezzo.
Sebbene sappia che i ricordi mi faranno impazzire
e ogni volta si riapriranno ferite,
verrò.
E, ti prego,
riservami sempre anche quel posto vuoto accanto a me.
Lì, mai a nessuno permetterò di sostituire quell'assenza.
Lealtà e rispetto mi sono stati negati.
Ma io sento di doverli all'Amore profondo
che mi ha sempre spinta a correre contro il tempo,
pur di rubare anche solo pochi attimi in più
da vivere a quel tavolo,
e raggiungere chi pensavo mi volesse lì, accanto a sé.
Con me portavo la segreta speranza di trovarvi, almeno,
la sincerità di una carezza, di un sorriso, di uno sguardo d'affetto.
E con l'illusione che quel mio esserci
fosse bisogno e desiderio condivisi.
Lì, non ho avuto pudore a mostrare
la limpidezza del mio modo di darmi,
nonostante la consapevole umiliazione
che sarei stata usata ancora all'occorrenza
e poi di nuovo allontanata, rifiutata.
Non sarò io a dover abbassare lo sguardo.
Né avrò vergogna di portare con dignità
il peso di questo Amore
donato a piene mani, senza riserve,
alla sola condizione dell'onestà,
tuttavia deriso e fatto a pezzi,
e il dolore immenso di anni e anni
di un grottesco, assurdo, meschino,
sporco gioco.
