
29/09/2005 00:12
Lazise, lago di Garda, stesso alberghetto (7 camere in tutto), vengo da 18 anni, regolarmente. E' come avere casa. Qui faccio come mi pare…….Sono stato un'oretta a guardare le papere, sul lago. Sono rilassato. Devo decidere, ancora una volta, del mio futuro. Ma questa volta non ho paura. FRA
Ti immagino con lo sguardo perso a seguire le papere scorazzare per il lago, tra una sigaretta e l'altra. In quello scenario tranquillo, i pensieri sono più nitidi, meno frastornati. L'ambiente adatto per riflettere. Sì, perché ne hai bisogno. Non prendere decisioni affrettate. E' bene non aver paura del futuro, ma serve anche tanta prudenza. Mi raccomando. Non ti nascondo che sono un po' preoccupata per te, perché temo che faccia errori di valutazione. CAT
E' vero, allora non avevi paura. Eri deciso. Stavi maturando una scelta importante per il tuo futuro, quella che ritenevi fosse la migliore. Nonostante la tua determinazione, io ero in pena, poichè la rinuncia a ciò che è certo e sicuro, implica sempre un rischio grandissimo. Ma ero anche felice dell'entusiasmo ritrovato e del fatto che ti sentissi sereno. Però quella, ben presto, si rivelò una decisione azzardata, e, anche la successiva, di lì a poco ti gettò nella disperazione. Io c'ero, ti ero vicina. Tu lo volevi, dicevi di averne un vitale bisogno. Non ti ho mai lasciato solo ad affrontare l'inferno di quel lungo periodo e neanche durante gli altri momenti di crisi, mettendo a tacere le tante delusioni che, nonostante tutto, mi riservavi. Eri TU la priorità. E sono stata lo stesso al tuo fianco, dalla tua parte, un solido appoggio, una certezza, fino a pochi giorni fa, finché non hai cercato, ancora una volta, d'ingannarmi con altre bugie. E' evidente che, ai tuoi occhi, non ho saputo darti abbastanza, in tutti questi anni, non tanto da meritare qualcosa di diverso dall'opportunismo, dall'indifferenza e dalla menzogna. Non hai più bisogno di me. E forse non l'hai mai avuta realmente. Ho compreso troppo tardi che non ero io la sola da cui cercavi sostegno, ma una fra tante. Tu sai a chi rivolgerti e come commuovere. Sei sempre stato bravissimo. Sai dove puoi prendere senza che questo comporti doverti spendere. Continua pure a riempire la tua vita di legami di superficie, a cercare, a rincorrere e a crearti stimoli fatti di nulla, fatui, inconsistenti, racimolando qua e là stupide briciole di fumo per colmare il vuoto che hai attorno, senza apprezzare e coltivare quello che ti viene donato con sentimento sincero. Intravedi sempre altre spiagge all'orizzonte, più allettanti rispetto a quello che consideri un "porto sicuro", acquisito. Tanto sei certo che, al tuo ritorno, sarà ancora lì, in attesa, pronto ad accoglierti. Invece, ora l'hai perduto, per sempre. La mia arrendevolezza ti ha reso forte e spavaldo, certo che non avrei potuto fare a meno di te. E troppo superficiale da non comprendere che, dopo anni di così tanto dolore, di delusioni così taglienti, dentro di me qualcosa si stava spezzando. "Piantala. Lo sai che non finirà", la tua affermazione. Eppure, questa volta ti sbagli. Tutto finisce, anche l'amore più profondo, quando si riesce a distruggerlo in questo modo. Non hai mai capito nulla, nulla, nemmeno che una donna, in nome di un sentimento così, può annullarsi e perdonare l'impossibile, ma non di essere ripetutamente calpestata e derisa senza alcuno scrupolo. Io non ci sarò più, non per te.
