Se hai un passato di cui non sei soddisfatto, adesso dimenticalo. Immagina per la tua vita una nuova storia, e credici. Concentrati soltanto sui momenti in cui sei riuscito ad ottenere quello che desideravi: e questa forza ti aiuterà ad ottenere ciò che vuoi.
Tratto da "Monte Cinque" di Paulo Coelho e inviatomi da Chicchi......

B. Borroni, Rose rosse
Quando essere innamorate significa soffrire,.....stiamo amando troppo.
Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza......stiamo amando troppo. Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute, stiamo decisamente amando troppo. Amare troppo è calpestare, annullare se stesse....
tratto da "Donne che Amano troppo" di Robin Norwood

Claude Monet, Donne in giardino
Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi, dopo la catastrofe, dopo la caduta, che uno dice…è finita. No. Finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina antiuomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina hai un esame peggio che a scuola….Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà, deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai, e sei tu che lo fai durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo, che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno si infiltri nella tua vita. Peggio, se ci rimani presa in mezzo tu, poi ci soffri come un cane. Sei stanca. C'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto, e così stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre…."io sto bene così, sto bene così, sto meglio così"…e il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasque, in quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima, ed è passato tanto tempo e ce ne hai buttata talmente tanta, di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio, perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui. E so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta. Nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine, ed è stata crisi. E hai pianto. Dio, quanto piangete. Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance.
E poi hai scavato, hai parlato…quanto parlate ragazze.
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore…."perché faccio così?"…"com'è che ripeto sempre lo stesso schema?"…"sono forse pazza?"…Se lo sono chiesto tutte. E allora... vai, giù con la ruspa nella tua storia, a due, quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli, un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque. Ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova "te", perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima, prima della ruspa…
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente, innamorarsi di nuovo di se stessi o farlo per la prima volta è come un diesel, parte piano. Bisogna insistere, ma quando va in corsa... E' un'avventura ricostruire se stesse, la più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende, o dal taglio dei capelli. Io ho sempre adorato donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono vedere e capire…"attenti…il cantiere è aperto…stiamo lavorando per voi... ma soprattutto per noi stesse…".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia, per chi la incontra e per se stessa.
E' la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti........
Jack Folla, Donne in rinascita

Vincent Van Gogh, Vaso con rose
Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.
Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.
Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.
Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.
Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai.
Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.
Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.
Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.
Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.
Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.
Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.
Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.
Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.
"TUTTO QUELLO CHE ACCADE, ACCADE PER UNA RAGIONE"
(Gabriel García Márquez)

Chili - ile de Chiloe - Castro
Iniziai a camminare nel parco, poi per le strade deserte, e all'improvviso mi accorsi che l'eco dei miei passi si moltiplicava. Non ero solo. Non sarei stato solo mai più. Coloane mi aveva passato i suoi fantasmi, i suoi personaggi, gli indio e gli emigranti di tutte le latitudini che abitano la Patagonia e la Terra del Fuoco, i suoi marinai e i suoi vagabondi del mare. Adesso sono tutti con me e mi permettono di dire a voce alta che vivere è un magnifico esercizio.
Luis Sepulveda, Patagonia Express
"E la differenza che troviamo tra una persona o un'opera fortemente individuali e l'idea della bellezza è altrettanto grande anche fra le persone che ci fanno provare ammirazione o amore e le nostre idee di quei sentimenti: tanto che fatichiamo a riconoscerli."
(Marcel Proust, 'Alla ricerca del tempo perduto')


... forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, leggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall'incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la
certificazione della presenza di un vile - gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo - le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri - la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima ... leggere è una sporcheria dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro ? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura - un libro che inizia ...
Da "Castelli di rabbia" di Alessandro Baricco

Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare.
Da" Oceano mare " di Alessandro Baricco
"<(...) Stendhal ha detto: 'Il romanzo è uno specchio che si porta con sè lungo la via'(...)>" (Amèlie Nothomb, 'Mercurio')

Consiglio vivacemente a tutti la lettura di questo romanzo della mia celeberrima scrittrice belga. Dietro a una prigionia fisica e materiale, coperta da una storia tanto avvincente quanto teatrale, Amèlie, ancora una volta, riesce a fare della vita una metafora, per comunicare agli altri e al suo cuore che spesso l'unico specchio di noi stessi sono le parole altrui. Solo abbracciando il riflesso del nostro stesso cuore potremo rilevare la verità dei nostri occhi.

Pablo Picasso-"Amicizia"
L'amicizia è come la musica:
due corde parimenti intonate
vibreranno insieme anche se
ne toccate una sola.
~ J. Quarles
I veri amici amano condividere i momenti
preziosi che la vita riserva loro,
come le piccole cose dell'esistenza
per cui vale la pena di vivere ogni giorno.
~ Sergio Bambarén
Lo splendore dell'amicizia
non è la mano tesa né il sorriso gentile
né la gioia della compagnia:
è l'ispirazione spirituale quando
scopriamo che qualcuno crede in noi
ed è disposto a fidarsi di noi.
~ R.W. Emerson
Oh il conforto, l'inesprimibile conforto di sentirsi sicuro con una persona: di non avere né da pensare i pensieri, né da misurare le parole, ma solo da elargirli. proprio come sono pula e grano insieme, sapendo che una mano fedele li prenderà e setaccerà, terrà quello che vale la pena di tenere e poi, con il fiato della gentilezza, soffierà via il resto.
~ Mary Ann Evans (George Eliot)
I veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente
fiducia, sogni e pensieri, virtù, gioie e dolori;
sempre liberi di separarsi,
senza separarsi mai.
~ A. Bougeard
Amico mio, tu e io rimarremo estranei alla vita, e l'uno all'altro, e ognuno a se stesso,
Fino al giorno in cui tu parlerai e io ascolterò,
ritenendo che la tua voce sia la mia voce;
e quando starò zitto dinanzi a te
Pensando di star ritto dinanzi a uno specchio.
~ Kahlil Gibran
Tutti abbiamo incontrato lo sguardo di qualcuno e sentito una specie di "riconoscimento" che avrebbe potuto essere l'inizio di un amicizia. Ma poi le luci cambiano, il treno parte, la folla fa ressa tutto intorno... e non sapremo mai.
~ Pam Brown
"A volte il guerriero della luce si comporta come l'acqua, e fluisce fra gli ostacoli che incontra. In certi momenti, resistere significa venire distrutto. Allora egli si adatta alle circostanze. Accetta, senza lagnarsi, che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne. In questo consiste la forza dell'acqua: non potrà mai essere spezzata da un martello, o ferita da un coltello. La più potente spada del mondo non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie. L'acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare. Fragile alla sorgente, a poco a poco acquista la forza dagli altri fiumi che incontra. E, a partire da un certo momento, il suo potere è totale." (Paulo Coehlo, 'Manuale del guerriero della luce')

" 'L'altro giorno ho letto una lettera scritta da Thomas Jefferson, ormai vecchio, a John Adams, in cui gli confidava che molte delle cose da lui temute, nella vita, non erano mai accadute. <Quanta pena ci è costato il male mai accaduto>(...)" (Donna Tartt, 'Il piccolo amico')
Temiamo sempre il futuro, temiamo sempre che un dolore estenda i suoi rami contorti verso il resto dei giorni a venire della nostra vita. Viviamo nell'attesa di una nuova ricaduta, un'altra sofferenza, ancora. E questo comporta ansia e angoscia, un'inquietudine per il domani. A volte ciò che temiamo è solo una protrazione di nostre afflizioni passate che, intrappolate nella prigione dei ricordi, si mantengono vive nel nostro istinto di sopravvivenza, ma che non fanno altro che frenare la possibilità di una dignitosa sopravvivenza.

Chiunque può arrabbiarsi, questo è facile; ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile. (Aristotele)

«Continua a cercare. Ma che cosa? Forse ho cercato abbastanza. Ho cercato fra tante verità. Tuttavia queste cose possono maturare soltanto così. Filosofia… Arte… La verità è ciò che infine viene a galla come l’olio sull’acqua. In questo modo la vita ce la svela… a poco a poco, in parte, ma continuamente. Inoltre essa è in noi, in ogni uomo. Ed è qui appunto che essa è vicina alla vita. La portiamo in noi, essa è più forte della nostra debolezza».
Karol Wojtyła

Certi amici compaiono
nella vita di ciascuno di noi, e se ne allontanano
appena l’hanno attraversata.
Diventano dei veri amici,
e condividono la nostra esistenza
per un istante, lasciandosi dietro
delle magnifiche impronte nella sabbia.
Bambaren

"..Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare.
Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago,
oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile.
Ma soprattutto: il mare chiama.
Non fa altro, in fondo, che questo: chiama
Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, è te che vuole.
Puoi anche far finta di niente, ma non serve.
Continuerà a chiamarti.
Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita.
Instancabilmente, li sentirai chiamare.
Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà."
Alessandro Baricco, "Oceano Mare"

Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio.
Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità.
E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme
tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio.
Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti........
Alessandro Baricco
Restano in me le orme di chi è entrato nella mia vita, impresse come tracce indelebili, scolpite nella roccia.
Vorrei tanto che fossero impronte di passi nella sabbia, che si dileguano al sopraggiungere delle onde, senza lasciare nulla dietro di sé, né sensazioni, né emozioni, né sentimenti, né dolore, nulla.
Sì, lo vorrei, per non dovermi interrogare sul perché ho lasciato che quei passi, quelli che non avrei mai potuto avere affiancati ai miei, seguissero, per un tratto, il mio cammino. Invece, ho adeguato il mio ritmo al loro, ho aspettato, ho visto più volte quelle orme abbandonare la mia strada e poi ricomparire, e di nuovo allontanarsi per ritornare e dileguarsi ancora. E io lì, in attesa, con il cuore colmo, a braccia aperte. Vana speranza, illusione, e tanta, tanta sofferenza. Ho sempre accolto con immensa gioia il ritorno e vissuto con immenso dolore quello svanire. Come potrei non chiedermi se ne sia valsa la pena? Mi guardo indietro e non colgo altro che vuoto.
Le mie tracce, invece, quelle che lascio nella vita altrui, sono solo impresse nella sabbia, e se ne vanno alla prima ondata.
Di esse non rimane neanche il ricordo.

Il brano che segue è tratto da "Oceano Mare" di Alessandro Baricco
"Sai cos'è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia,
e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia
e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte.
La marea nasconde. E' come se non fosse mai passato nessuno.
E' come se noi non fossimo mai esistiti.
Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui.
Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera.
E' tempo. Tempo che passa. E basta..."
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
Da "Il Profeta", Kahlil Gibran

“Il mio obiettivo è comprendere l’amore.”
Così scrive Maria, la protagonista del nuovo, sorprendente romanzo di Paulo Coelho, all’inizio del suo diario.
Maria è una ragazza del sertão brasiliano che, dopo aver incontrato un impresario teatrale sulla spiaggia di Rio de Janeiro, si lascia sedurre dal miraggio di una vita diversa.
Trasferitasi a Ginevra, sfumato rapidamente il sogno di lavorare come ballerina di samba, la ragazza, con l’ingenuo cinismo di chi non ha ancora conosciuto il vero amore, affronterà la vita come un’avventura, cercando di conoscere il mondo e l’anima delle persone attraverso la lente dei fugaci incontri che la sua attività le impone, finché un pittore non saprà aprirle le porte di una nuova consapevolezza.
Dall’autore di L’Alchimista, una sconvolgente meditazione sul sesso come strumento di conoscenza e di esplorazione di sé, un meraviglioso percorso di risveglio sensuale, emotivo e spirituale.

Paulo Coelho è nato a Rio de Janeiro nel 1947.
È considerato uno degli autori più importanti della letteratura mondiale. Le sue opere, pubblicate in più di centocinquanta paesi e tradotte in cinquantasei lingue, hanno venduto oltre quarantatré milioni di copie.
Tra i premi più recenti ricevuti dall’autore, il “Crystal Award 1999”, conferitogli dal World Economic Forum, il prestigioso titolo di Chevalier de l’Ordre National de la Légion d’Honneur, attribuitogli dal governo francese, e la Medalla de Oro de Galicia. Dall’ottobre del 2002 Paulo Coelho è membro della Academia Brasileña de las Letras.
I suoi maggiori successi letterari: L’Alchimista (1995), Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (1996), Manuale del guerriero della luce (1997), Monte Cinque (1998), Veronika decide di morire (1999), Il Diavolo e la Signorina Prym (2000) e Il Cammino di Santiago (2001).

Al termine di Ragazzi di Vita non rimane quella sensazione di soddisfazione che in genere si prova quando si finisce di leggere un romanzo distensivo, rilassante e coinvolgente; la sensazione che rimane è, piuttosto, di malessere e tristezza: quelli che ne "Il Sogno di una Cosa" erano ragazzi di campagna semplici e schietti, in compagnia dei quali si trascorrevano ore tranquille, oltre che momenti più difficili, in quest'altro romanzo sono adolescenti della periferia di Roma, sottoproletari con alle spalle famiglie sfrattate, ammucchiate insieme ad altre famiglie in stanze e corridoi di edifici fatiscenti.
Il romanzo racconta le loro giornate trascorse alla ricerca di soldi e passatempi. Sono personaggi emarginati dalla città normale e rispettabile, non integrati in un contesto sociale di lavoro o scuola: la strada è il loro spazio e la loro scuola. Una delle sensazioni più immediate, durante la lettura, è che si stia assistendo alla storia di adolescenti che non sono mai stati bambini. In loro non c'è la voglia di giocare innocentemente, nessuno di loro è ingenuo.
La strafottenza, la tracotanza, la malizia e la prepotenza sono talmente naturali da sembrare quasi congeniti; non esistono rapporti umani basati sull'amicizia, sui vincoli familiari o d'amore. La povertà e la disperazione che regnano in questo romanzo non guardano in faccia a niente e nessuno: per gioco si può decidere di bruciare uno del gruppo, per rabbia si può reagire accoltellando la propria madre, per necessità si rubano i soldi di tasca a un amico con il quale ci si stava divertendo sul fiume poco prima. È un fiume torbido e inaffidabile, una metafora più che somigliante al tipo di vita che si ritrovano i personaggi pasoliniani, già minati dalla nascita. Anche in questo romanzo sono gli istinti più naturali dell'uomo a farla da padroni: fame, sonno, sesso, sono sempre presenti.
Con i romanzi Ragazzi di vita e Una vita violenta Pasolini ha dato, con grande sensibilità e senso della realtà, espressione letteraria al sottoproletariato dell’estrema periferia romana, una realtà sociale formatasi dopo le distruzioni imposte alla città dai bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale e alimentata anche dalle grandi ondate migratorie dell’immediato dopoguerra, quella stessa realtà che il Poeta descriverà con mano sicura e partecipe anche nei suoi film Accattone e Mamma Roma, e che sarà guida costante di tutta la sua vita e delle sue creazioni artistiche.
In Una vita violenta la rappresentazione pasoliniana, pur crudamente realistica, evidenzia pietà e amore per un mondo miserabile i cui personaggi possono essere cinici e amorali ma al tempo stesso pienamente innocenti per la loro infantile, primitiva, quasi istintiva umanità.
Strettamente aderenti alla materia trattata sono le scelte linguistico-espressive che utilizzano largamente il dialetto romanesco, tanto che quasi tutte le battute di dialogo sono costituite da una fedele e spesso cruda trascrizione del gergo delle borgate. I passi di carattere narrativo e descrittivo presentano invece, con felice esito espressivo, un singolare intarsio di lingua italiana e dialetto.
Raccolgo le sollecitazioni e i consigli di un lettore/amico:

di Charles Bukowski
"Santo cielo, perché porti la cravatta?"
(The Night Torn Mad With Footsteps (prima parte)
Questa è la prima parte di una raccolta uscita postuma negli Stati Uniti, The Night Torn Mad With Footsteps, che comprende poesie scritte fra il 1970 e il 1990. Vecchi Tarzan hollywoodiani finiti all’ospizio, pugili precipitati dalla gloria all’alcolismo, fantini vedovi che commuovono l’intero ippodromo; il funerale dell’amato John Fante, i ricordi di un’infanzia violenta e di una vita passata fra stanze in affitto e banconi di bar: questa la “Los Angeles dell’anima” che Bukowski racconta con la sua voce inconfondibile, carica di ironia e tenerezza.
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DICKINSON EMILY
"Una pantera nel guanto" (è l'ultimo verso della poesia n. 244), raccoglie cento liriche tra quelle meno note al pubblico italiano, dove più estreme appaiono le manifestazioni delle consuete polarità poetiche della Dickinson.
"A ovest di Roma"
Quattro figli dediti all'erba e alla musica di Frank Zappa, una moglie stanca e annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sulla costa dell'oceano: la vita di Henry Molise, scrittore in crisi di ispirazione, sembrerebbe destinata a una quotidianità prevedibile fatta di litigi e rappacificazioni domestiche.
Juan Bas: "Trattato sui postumi della sbornia"
C'è anche chi riesce a scrivere un libro sui mal di testa e lo stato d'animo che molti conoscono il giorno dopo una bevuta colossale. Si chiama Juan Bas, scrittore basco. Ha scritto il Trattato sui postumi della sbornia. Sottotitolo: Le ore dell'inutile pentimento (tr. it. C. Artenio, Castelvecchi, 12). Un'analisi dedicata a tutti coloro "che dividono l'anno in tre parti uguali di rigorosa alternanza: giorno di sbronza, giorno di postumi, giorno di riflessione e via da capo". Imperdibili i consigli delle cose da non fare nei giorni di "risacca" (geniale intuizione del traduttore) come "non correre neanche morto" o "non accostarti a vecchie profumate". Oppure alcuni grandi avvenimenti che hanno cambiato la storia dettati, secondo l'autore, dai postumi di sbornia dei personaggi come quando Fernando VII abrogò la legge salica (che proibiva alle donne di regnare) "il giorno dopo che si era preso una bella ciucca di grappa e aveva trascorso la notte con due cortigiane gemelle".
Dello stesso genere e sullo stesso argomento, a FRA, se non l'avesse già fatto, suggerisco di leggere:

Luca Ragagnin-Enrico Remmert, Elogio della sbronza consapevole.
I due libri in questione sono bizzarri esercizi di stile sul tema dell'ebbrezza nella storia dell'umanità, ma anche della letteratura e dell'arte (fino al fumetto!), scritti con humor e ironia.