Me ne vado e lascio nel baule del tempo la mia poesia

con il mare
vicino alla sponda del cuore
aspettano.
Vola nel tramonto
in compagnia di larghi gabbiani
la speranza.
La loro massiccia solitudine
sulla spiaggia o nei campi
è radicata nel tempo
mentre l'uomo naviga
al di là dell'ultimo sogno.
Un delicato battito d'ali
sopra sguardi nascosti
e un'immensa distesa
di tenero silenzio.
Silvano Paganelli, Per scala e pagliai
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Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.
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Il modo tuo d'amare è lasciare che io ti ami. Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio. I tuoi baci sono offrirmi le labbra perché io le baci. Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai. Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi: tu no. E sto abbracciato a te senza chiederti nulla, per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami. E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti. Non debba mai scoprire con domande, con carezze, quella solitudine immensa d'amarti solo io.
Pedro Solinas
Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare.....
(tratto da "Solitudine" di Emily Dickinson)

Van Gogh, Field with cypresses
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Canti e a sole e cielo col tuo canto
la tua voce sgrana il cereale del giorno,
parlano i pini con la lor lingua verde:
gorgheggiano tutti gli uccelli dell'inverno.
Il mare empie le sue cantine di passi,
di campane, di catene e di gemiti,
tintinnano metalli e utensili,
suonano le ruote della carovana.
Ma solo la tua voce ascolto e sale
la tua voce con volo e precisione di freccia,
scende la tua voce con gravità di pioggia,
la tua voce sparge altissime spade,
torna la tua voce carica di viole
e quindi m'accompagna per il cielo.
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Pablo Neruda

Vincent Van Gogh, Starry Night
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Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio: «La notte è stellata, e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza.»
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.
L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza lei.
E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.
Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna d'averla persa.
Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.
Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.
È così breve l'amore e così lungo l'oblio.
E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.
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Pablo Neruda

Claude Monet, Field of poppies
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Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
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Pablo Neruda

Gustav Klimt, The sunflowers
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Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.
Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.
Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.
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Eugenio Montale

Paul Gauguin, La siesta
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Un sorriso non costa nulla
e rende molto.
Arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
ma il suo ricordo
è talora eterno.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero
da non poterlo dare.
Crea felicità in casa;
è sostegno negli affari;
è segno sensibile
dell'amicizia profonda.
Un sorriso
dà riposo alla stanchezza;
nello scoraggiamento
rinnova il coraggio;
nella tristezza è consolazione;
d'ogni pena
è naturale rimedio.
Ma è bene che non si può
comprare, nè prestare,
nè rubare, poichè esso
ha valore solo nell'istante
in cui si dona.
E se poi incontrerete talora
chi non vi dona
l'atteso sorriso,
siate generosi e date il vostro;
perchè nessuno ha tanto
bisogno di sorriso come chi
non sa darlo ad altri.
Frederik W. Faber
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Il sorriso, quello che mi viene rivolto negli ormai sempre più rari, casuali e frettolosi incontri, altro non è che una patetica smorfia. Non c'è alcun bisogno di sorridere per convenienza o per educazione, come convenevole o per abitudine. No, se non sono anche gli occhi a sorridere. Non so che farmene di quei sorrisi. E non ho alcun motivo di ricambiare.

Gustav Klimt, Adamo ed Eva
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A me pare uguale agli dei
chi a te vicino così dolce
suono ascolta mentre tu parli
e ridi amorosamente. Subito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
non esce e la lingua si lega.
Un fuoco sottile sale rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.
(Saffo)
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Renato Guttuso
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Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.
Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
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Eugenio Montale

Renato Guttuso, Bagheria-Mare
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Il viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l’anima che non sa più dare un grido.
Ora i minuti sono eguali e fissi
come i giri di ruota della pompa.
Un giro: un salir d’acqua che rimbomba.
un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.
Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
i soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l’isole dell’aria migrabonde
la Corsica dorsuta o la Capraia.
Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie:
se nell’ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s’appressa
l’ora che passerai di là dal tempo:
forse solo chi vuole s’infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.
Penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
Ti dono anche l’avara mia speranza.
A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.
Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m’ode
salpa già forse per l’eterno.
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Eugenio Montale

Renato Guttuso
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Come è triste la carne...E ho letto tutti i libri!
Fuggire! laggiù fuggire! Ho udito il canto di uccelli
ebbri tra l'ignota schiuma e i cieli. Nulla,
neppure gli antichi giardini riflessi negli occhi,
potrà trattenere il mio cuore che s'immerge nel mare.
O notti! Neppure il deserto chiarore della mia lampada
sul foglio ancora intatto, difeso dal suo candore
e neppure la giovane donna che nutre il suo bambino.
Partirò! Nave che culli le tue vele
leva l'ancora verso un'esotica natura!
Una noia, crede ancora, desolata da speranze crudeli,
ai fazzoletti agitati nell'ultimo addio. E forse
gli alberi che attirano la tempesta
il vento farà inclinare sui naufragi
perduti, senz'alberi, lontani da fertili isole...
Ma ascolta, il mio cuore, il canto dei marinai!
Stephane Mallarmé
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Gustav Klimt, La casa del guardaboschi
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Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse come la mia ombra
mi stava accanto anche nel buio
non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno.
Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell'afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza non era legata
alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me.
Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
e del viaggio non mi resta nulla se non quella nostalgia.
Nazim Hikmet
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Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

Vincenzo Cardarelli

Gustav Klimt, Giardino di campagna con crocifisso
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Gustav Klimt, Il melo
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Giuseppe Ungaretti

Gustav Klimt, Death and life
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La vita è un'isola in un oceano di solitudine:
le sue scogliere sono le speranze, i suoi alberi sono i sogni,
i suoi fiori sono la vita solitaria, i suoi ruscelli sono la sete.
La vostra vita, uomini, miei simili, è un'isola,
distaccata da ogni altra isola e regione.
Non importa quante siano le navi
che lasciano le vostre spiagge per altri climi,
non importa quante siano le flotte
che toccano le vostre coste: rimanete isole,
ognuna per proprio conto,
a soffrire le trafitture della solitudine
e sospirare la felicità.
Siete sconosciuti agli altri uomini
e lontani dalla loro comprensione
e partecipazione.
Kahlil Gibran
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Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.
Emily Dickinson
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Domenica, 20 novembre 2005
Tempo meraviglioso: un'aria così tanto limpida da mostrare nitidi, in lontananza, i Sibillini innevati e l'argento del sole riflesso. E, ancora più in là, il mare, di un azzurro intenso che pareva di afferrarlo. La campagna arata, dalle molteplici contrastanti tonalità brune, delineava perfettamente il confine tra cielo, terra e mare. Qua e là, pennellate di verde più cupo, gli ulivi, e chiazze di verde brillante, il grano appena spuntato. E ancora, gli ultimi sprazzi di rossi vividi e smozati, di gialli splendenti e opachi nelle vigne ormai quasi spoglie. La luce, di un'intensità inusuale, rifratta dall'aria chiara e pungente, metteva in risalto la naturale grazia delle colline, dai profili addolciti, degradanti verso la pianura, dove l'occhio si perdeva, al di là dell'orizzonte, in quell'immensa distesa d'acqua.
Dall' "ermo colle", si scoprivano, oggi come non mai, "interminati spazi" e "profondissima quiete". Emozione tangibile, in quel riuscire a "vedere" con sguardi sempre diversi, in quel poter "vivere" così intensamente, e di nuovo, tanta bellezza ......
Poi il tramonto negli occhi, come allora. Un'esplosione inattesa, possente, di luci e colori, un bagliore accecante. Pian piano, il lieve sfumarsi in tinte più tenui, delicate, soffuse.
In un attimo, un ricordo così vivo e presente da lasciare senza respiro. Un repentino, improvviso proiettarsi a ritroso nel tempo. Un rivivere immagini, odori, suoni e silenzi. Un rapido sovrapporsi di quelli a questi presenti. E solo allora ho capito che "certi posti" fanno inesorabilmente parte dell'esser-ci. Certi ricordi si annidano dentro, radicati, indelebili, latenti. Riaffiorano, sempre, e mai sbiaditi.
E a nulla, a nulla serve volervi caparbiamente tornare per scalfire emozioni.
Quelle restano.
Intatte.
Quale canto s'è levato stanotte
che intesse
di cristallina eco del cuore
le stelle
Quale festa sorgiva
di cuore a nozze
Sono stato
uno stagno di buio
Ora mordo
come un bambino la mammella
lo spazio
Ora sono ubriaco
d'universo
Giuseppe Ungaretti, 24 agosto 1916


O rabido ventare di scirocco
che l'arsiccio terreno gialloverde
bruci;
e su nel cielo pieno
di smorte luci
trapassa qualche biocco
di nuvola, e si perde.
Ore perplesse, brividi
d'una vita che fugge
come acqua tra le dita;
inafferrati eventi,
luci-ombre, commovimenti
delle cose malferme della terra;
oh alide ali dell'aria
ora son io
l'agave che s'abbarbica al crepaccio
dello scoglio
e sfugge al mare da le braccia d'alghe
che spalanca ampie gole e abbranca rocce;
e nel fermento
d'ogni essenza, coi miei racchiusi bocci
che non sanno più esplodere oggi sento
la mia immobilità come un tormento.
(Eugenio Montale, Ossi di seppia; Meriggi e ombre)

Gloria del disteso mezzogiorno
quand' ombra non rendono gli alberi,
e più e più si mostrano d' attorno
per troppa luce, le parvenze, falbe.
Il sole, in alto, - e un secco greto.
Il mio giorno non é dunque passato:
l' ora più bella é di lá dal muretto
che rinchiude in un occaso scialbato.
L' arsura, in giro; un martin pescatore
volteggia s' una reliquia di vita.
La buona pioggia é di lá dallo squallore,
ma in attendere é gioia più compita.
(Eugenio Montale, Ossi di seppia)

Pablo Picasso-"Amicizia"
L'amicizia è come la musica:
due corde parimenti intonate
vibreranno insieme anche se
ne toccate una sola.
~ J. Quarles
I veri amici amano condividere i momenti
preziosi che la vita riserva loro,
come le piccole cose dell'esistenza
per cui vale la pena di vivere ogni giorno.
~ Sergio Bambarén
Lo splendore dell'amicizia
non è la mano tesa né il sorriso gentile
né la gioia della compagnia:
è l'ispirazione spirituale quando
scopriamo che qualcuno crede in noi
ed è disposto a fidarsi di noi.
~ R.W. Emerson
Oh il conforto, l'inesprimibile conforto di sentirsi sicuro con una persona: di non avere né da pensare i pensieri, né da misurare le parole, ma solo da elargirli. proprio come sono pula e grano insieme, sapendo che una mano fedele li prenderà e setaccerà, terrà quello che vale la pena di tenere e poi, con il fiato della gentilezza, soffierà via il resto.
~ Mary Ann Evans (George Eliot)
I veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente
fiducia, sogni e pensieri, virtù, gioie e dolori;
sempre liberi di separarsi,
senza separarsi mai.
~ A. Bougeard
Amico mio, tu e io rimarremo estranei alla vita, e l'uno all'altro, e ognuno a se stesso,
Fino al giorno in cui tu parlerai e io ascolterò,
ritenendo che la tua voce sia la mia voce;
e quando starò zitto dinanzi a te
Pensando di star ritto dinanzi a uno specchio.
~ Kahlil Gibran
Tutti abbiamo incontrato lo sguardo di qualcuno e sentito una specie di "riconoscimento" che avrebbe potuto essere l'inizio di un amicizia. Ma poi le luci cambiano, il treno parte, la folla fa ressa tutto intorno... e non sapremo mai.
~ Pam Brown

Afrodite, trono adorno, immortale,
figlia di Zeus, che le reti intessi, ti prego:
l'animo non piegarmi, o signora,
con tormenti e affanni.
Vieni qui: come altre volte,
udendo la mia voce di lontano,
mi esaudisti; e lasciata la casa d'oro
del padre venisti,
aggiogato il carro. Belli e veloci
passeri ti conducevano, intorno alla terra nera,
con battito fitto di ali, dal cielo
attraverso l'aere.
E presto giunsero. Tu, beata,
sorridevi nel tuo volto immortale
e mi chiedevi del mio nuovo soffrire, perché
di nuovo ti invocavo:
cosa mai desideravo che avvenisse
al mio animo folle. "Chi di nuovo devo persuadere
a rispondere al tuo amore? Chi è ingiusto
verso te, Saffo?
Se ora fugge, presto ti inseguirà,
se non accetta doni, te ne offrirà,
se non ti ama, subito ti amerà
pur se non vuole."
Vieni da me anche ora: liberami dagli affanni
angosciosi, colma tutti i desideri
dell'animo mio; e proprio tu
sii la mia alleata.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Cesare Pavese (22 marzo 1950)

La sua ultima poesia, dettata la domenica sera, poche ore prima della morte, avvenuta il 27 febbraio 2005.
Il termine, la vetta
di quella scoscesa serpentina
ecco, si approssimava,
ormai era vicina,
ne davano un chiaro avvertimento
i magri rimasugli
di una tappa pellegrina
su alla celestiale cima.
Poco sopra
alla vista
che spazio si sarebbe aperto
dal culmine raggiunto...
immaginarlo
già era beatitudine
concessa
più che al suo desiderio al suo tormento.
Sì, l' immensità, la luce
ma quiete vera ci sarebbe stata?
Lì avrebbe la sua impresa
avuto il luminoso assolvimento
da se stessa nella trasparente spera
o nasceva una nuova impossibile scalata...
Questo temeva, questo desiderava.
Luzi resta una delle figure chiave della poesia italiana del Novecento. Considerato l'ultimo grande protagonista della stagione dell'Ermetismo, tra le sue raccolte più importanti: Avvento notturno (1940), Primizie del deserto (1952), Il giusto della vita (1960), Al fuoco della controversia (1978), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994) e Ceneri e ardori (1997).
Marc Chagall, Untitled
Poi malgré tout è fine febbraio o marzo
Poi malgré tout è fine febbraio o marzo:
la primavera non c'è ancora,
c'è, trepidante, quella numinosa nebula,
quel fuoco bianco nell'aria,
quelle velature seta e argento,
tutto ciò che desidera il senso
ci sia
in questa piega dell'anno, tutto,
la prima barca, il primo verde dei salici,
la prima ruota d'acqua
alla virata dell'armo.
C'è tutto, tutto.
Tutto incredibilmente.
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Per sempre me ne andrò per questi lidi,
tra la sabbia e la schiuma del mare.
L'alta marea cancellerà le mie impronte,
e il vento disperderà la schiuma.
Ma il mare e la spiaggia
dureranno in eterno.
Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta