07/04/2008

Lo sai che non finirà.....

                      



29/09/2005  00:12

Lazise, lago di Garda, stesso alberghetto (7 camere in tutto), vengo da 18 anni, regolarmente. E' come avere casa. Qui faccio come mi pare…….Sono stato un'oretta a guardare le papere, sul lago. Sono rilassato. Devo decidere, ancora una volta, del mio futuro. Ma questa volta non ho paura. FRA




29/09/2005  00:45


Ti immagino con lo sguardo perso a seguire le papere scorazzare per il lago, tra una sigaretta e l'altra. In quello scenario tranquillo, i pensieri sono più nitidi, meno frastornati. L'ambiente adatto per riflettere. Sì, perché ne hai bisogno. Non prendere decisioni affrettate. E' bene non aver paura del futuro, ma serve anche tanta prudenza. Mi raccomando. Non ti nascondo che sono un po' preoccupata per te, perché temo che faccia errori di valutazione. CAT



E' vero, allora non avevi paura. Eri deciso. Stavi maturando una scelta importante per il tuo futuro, quella che ritenevi fosse la migliore. Nonostante la tua determinazione, io ero in pena, poichè la rinuncia a ciò che è certo e sicuro, implica sempre un rischio grandissimo. Ma ero anche felice dell'entusiasmo ritrovato e del fatto che ti sentissi sereno. Però quella, ben presto, si rivelò una decisione azzardata, e, anche la successiva, di lì a poco ti gettò nella disperazione. Io c'ero, ti ero vicina. Tu lo volevi, dicevi di averne un vitale bisogno. Non ti ho mai lasciato solo ad affrontare l'inferno di quel lungo periodo e neanche durante gli altri momenti di crisi, mettendo a tacere le tante delusioni che, nonostante tutto, mi riservavi.  Eri TU la priorità. E sono stata lo stesso al tuo fianco, dalla tua parte, un solido appoggio, una certezza, fino a pochi giorni fa, finché non hai cercato, ancora una volta, d'ingannarmi con altre bugie. E' evidente che, ai tuoi occhi, non ho saputo darti abbastanza, in tutti questi anni, non tanto da meritare qualcosa di diverso dall'opportunismo, dall'indifferenza e dalla menzogna. Non hai più bisogno di me. E forse non l'hai mai avuta realmente. Ho compreso troppo tardi che non ero io la sola da cui cercavi sostegno, ma una fra tante. Tu sai a chi rivolgerti e come commuovere. Sei sempre stato bravissimo. Sai dove puoi prendere senza che questo comporti doverti spendere. Continua pure a riempire la tua vita di legami di superficie, a cercare, a rincorrere e a crearti stimoli fatti di nulla, fatui, inconsistenti, racimolando qua e là stupide briciole di fumo per colmare il vuoto che hai attorno, senza apprezzare e coltivare quello che ti viene donato con sentimento sincero.  Intravedi sempre altre spiagge all'orizzonte, più allettanti rispetto a quello che consideri un "porto sicuro", acquisito.  Tanto sei certo che, al tuo ritorno, sarà ancora lì, in attesa, pronto ad accoglierti. Invece, ora l'hai perduto, per sempre.  La mia arrendevolezza  ti ha reso forte e spavaldo, certo che non avrei potuto fare a meno di te. E troppo superficiale da non comprendere che, dopo anni di così tanto dolore, di delusioni così taglienti, dentro di me qualcosa si stava spezzando. "Piantala. Lo sai che non finirà", la tua affermazione. Eppure, questa volta ti sbagli. Tutto finisce, anche l'amore più profondo, quando si riesce a distruggerlo in questo modo. Non hai mai capito nulla, nulla, nemmeno che  una donna, in nome di un sentimento così, può annullarsi e perdonare l'impossibile, ma non di essere ripetutamente calpestata e derisa senza alcuno scrupolo. Io non ci sarò più, non per te.  

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categorie: riflessioni, ricordi, i post di fra, raccontati
28/03/2008

Riflessioni....




Le opportunità, nella vita, non vanno mai perse.

Quelle che non sai cogliere tu,  quelle che lasci andare,  che ti lasci sfuggire....


se le prende e te le porta via qualcun altro.

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categorie: riflessioni
25/03/2008

Donne che Amano troppo





B. Borroni, Rose rosse



Quando essere innamorate significa soffrire,.....stiamo amando troppo.

Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza......stiamo amando troppo. Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute, stiamo decisamente amando troppo. Amare troppo è calpestare, annullare se stesse....

tratto da "Donne che Amano troppo" di Robin Norwood

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categorie: riflessioni, letture, arte
07/03/2008

Una donna....

Vorrei essere al posto dell'altra donna,

quella prescelta.

Per poter condividere il dolore.

E per regalare un sorriso.

La mia presenza,

 lo so, è un  momentaneo rimedio,

come altre volte.

Tuttavia, ci sarò,

per una carezza, un abbraccio,

per ascoltare, comprendere, consigliare,

per il calore di uno sguardo,

per un aiuto.

Per questo, e solo per questo,

io potrò ancora esserci.  

postato da: Saffo13 alle ore 22:16 | link | commenti (10)
categorie: riflessioni
04/03/2008

 





Ti aspetto e ogni giorno

mi spengo poco per volta

e ho dimenticato il tuo volto.

Mi chiedono se la mia disperazione

sia pari alla tua assenza

no, è qualcosa di più:

è un gesto di morte fissa

che non ti so regalare.



Alda Merini


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categorie: poesie, riflessioni
08/02/2008

Libera

  

 

Per anni ho rincorso un sogno.

Ma si stava trasformando in incubo.

C'è voluto un dolore così tanto profondo,

per arrivare a soffrire di meno.

Ora sono fuori da quel vortice.

Libera.

postato da: Saffo13 alle ore 23:00 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, ricordi, arte, raccontati
03/02/2008

Possiamo ripartire da qui

per fare nostri nuovi propositi di vita,

nuove interpretazioni del nostro quotidiano.

Per rinnovarci

o soltanto per ripartire dopo qualche inconfessabile e taciuto amore,

qualche tsunami del cuore,

che ha portato via ogni ambiguo legame,

divenuto praticamente insostenibile.

tratto da STRAblog di Danilo

postato da: Saffo13 alle ore 23:33 | link | commenti
categorie: riflessioni, suggerimenti
31/01/2008

Una promessa

2-11-2007

dal tavolo 4

Continuerò a venire, Chicchi, è un impegno,

e siederò a quel tavolo, in tua compagnia,

poiché voglio che la nostra amicizia rimanga intatta.

Ricordi? Un giorno mi dicesti:

"Sappi che verranno tempi peggiori, non sarà sempre come oggi. Siine preparata.",

ma mai avrei potuto immaginare

quale ne sarebbe stato il prezzo.

Sebbene sappia che i ricordi mi faranno impazzire

e  ogni volta si riapriranno ferite,

verrò.

E, ti prego,

riservami sempre anche quel posto vuoto accanto a me. 

Lì, mai a nessuno permetterò di sostituire quell'assenza. 

Lealtà e rispetto mi sono stati negati.

Ma io sento di doverli all'Amore profondo

che mi ha sempre spinta a correre contro il tempo,

pur di rubare anche solo pochi attimi in più

da vivere a quel tavolo,

e raggiungere chi pensavo mi volesse lì, accanto a sé.

 Con me portavo la segreta speranza di trovarvi, almeno,

la sincerità di una carezza, di un sorriso, di uno sguardo d'affetto.

E con l'illusione che quel mio esserci

fosse bisogno e desiderio condivisi. 

Lì, non ho avuto pudore a mostrare

 la limpidezza del mio modo di darmi,

nonostante la consapevole umiliazione

che sarei stata usata ancora all'occorrenza

e poi di nuovo allontanata, rifiutata.

Non sarò io a dover abbassare lo sguardo.

 Né avrò vergogna di portare con dignità 

 il peso di questo Amore

donato a piene mani, senza riserve,

 alla sola condizione  dell'onestà,

tuttavia deriso e fatto a pezzi,

e il dolore immenso di anni e anni

di un grottesco, assurdo, meschino,

sporco gioco.

postato da: Saffo13 alle ore 01:06 | link | commenti
categorie: riflessioni, ricordi
13/01/2008

Per TE

Oggi le tue confidenze mi hanno lacerato il cuore.

Te l’ho anche scritto: la determinazione non era nei tuoi occhi. Né l’accettazione, non come mi hai detto.

Dolore, quello sì, arrendevolezza e consapevole sconfitta, volutamente nascoste dietro una rabbia poco credibile. Niente più desiderio di riscatto nè forza per lottare ancora.

Sono venuta via come se anche quel piccolo barlume di speranza per te, e per me, noi così simili nel vivere e percepire l'amore, fosse inghiottito  da un profondo senso d'impotenza.

Quegli occhi, in un attimo, sono diventati lo specchio dei miei pensieri. 

E vi ho visto riflesso il mio stesso tormento. 

postato da: Saffo13 alle ore 21:47 | link | commenti (11)
categorie: riflessioni

La voce a te dovuta

Il modo tuo d'amare 
è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole o abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi:
tu no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, 
per timore che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.
Pedro Solinas

 

postato da: Saffo13 alle ore 02:06 | link | commenti (2)
categorie: poesie, riflessioni
10/01/2008

Il tavolo 4

Dal tavolo 4

Era un luogo, quello, dove credevo mi avesse voluto condurre perché gli faceva piacere "stare insieme". Quella sera aveva insistito affinché andassimo e, fino all’ultimo, non ero riuscita a capire dove fossimo diretti. Una sorpresa, disse, un posto molto particolare, dove si recava spesso. Gli chiesi se saremmo stati soli, aspettandomi una risposta affermativa, che, invece, fu vaga, volutamente non precisa, ma capii, dalla sua esitazione, che avremmo avuto compagnia. La conferma arrivò lungo il tragitto, sebbene continuasse a tergiversare. Mi accertai se avesse già prenotato. Con sicurezza affermò che non ce n'era bisogno. Mi chiese anche se avessi nulla in contrario. Tentai di esprimere perplessità, ma non aspettò la mia risposta. Però, ero curiosa.

Un posto in cui era perfettamente a suo agio, frequentato usualmente da anni, in cui ritrovò la solita cerchia di amici del tavolo 4, goliardici, simpatici, anche se, per me, perfetti sconosciuti. Più volte mi chiese se fossi a disagio, se mi sentissi fuori posto. Cosa avrei potuto rispondergli, se non che stavo bene, che non si preoccupasse, che,  anche senza prenderne parte, mi faceva piacere ascoltare le loro conversazioni, che mi divertivo a osservare e studiare quei tipi che animavano la serata con risate, battute, sottintesi, vino e sigarette. Certo, erano gentili con me, accorti, molto più di quanto lo fosse lui stesso, ma la loro lunga frequentazione permetteva una confidenzialità che non poteva essere anche la mia. Mi domandavo perché avesse voluto condurmi lì, tra gente che avrebbe potuto benissimo incontrare in altri momenti. Lo venni a scoprire più tardi, a poco a poco, durante le altre occasioni in cui ritornammo insieme. Lì dentro, lui si trasformava, abbassava la guardia, diventava improvvisamente allegro, rilassato, aperto, non più scostroso e burbero. Era se stesso. Mi aveva sempre confidato il suo amore per quel posto, per quella città, amore che mi aveva trasmesso con racconti di tante esperienze vissute. 

Mi piaceva andare, cominciavo ad affezionarmi a quel luogo, a sentirmi quasi di casa, a trovare simpatiche l’atmosfera scanzonata, informale, le chiacchiere sconclusionate e ironiche. C’erano, quando più quando meno, i soliti, e non si facevano certo scrupoli della mia presenza nell’usare liberamente battute e allusioni. Quest'atmosfera familiare, inusuale in altri simili contesti, m'affascinava e mi sentivo attratta e coinvolta nell'allegria generale.

Per quasi un anno, un lunghissimo  anno,  dovetti evitare di tornarvi. Non potevo, non sarei riuscita a varcare quella soglia senza che i ricordi mi piombassero addosso come una valanga gelida.  Mi mancò.......mi mancarono. Ma non avrei superato l'impatto di una non presenza o di una presenza che non fosse lì, come altre volte, anche per me.  Era netta la sensazione di sciupare qualcosa, di recidere un legame. E, soprattutto,  ritenevo fosse una mancanza di rispetto per quelle sensazioni che ancora mi portavo dentro e che desideravo proteggere e conservare intatte.

L'invito a ritornarci insieme, dopo così lunga assenza,  fu  una sorpresa. Venni accolta come se non fossi mai mancata: la stessa atmosfera, la stessa ospitale disponibilità. Danilo, Roberta, Valeria......anche tutti gli altri erano lì, niente era cambiato, neanche quel solito modo di "stare insieme", in un intreccio scomposto, incoerente e, all'apparenza, inconcludente di conversazioni su politica e donne, musica, sport, vino e ricette,  e battute ironiche, cazzeggi e tante risate....espressioni tutte di una grande amicizia.

A poco a poco il legame, con qualcuno in particolare, è diventato più profondo, poiché si è iniziato  a condividere anche confidenze, inquietudini, problemi, aspettative, illusioni e delusioni,   e i grandi dolori della vita. La comprensione, la solidarietà e l'appoggio espressi con parole di conforto, consigli e riflessioni, sguardi e polungati silenzi, niente di costruito, nulla di formale, ma vivo, partecipato, umano. 

Ora, per me, è  come un rifugio, un luogo che mi regala qualche attimo di distacco dal mio mondo reale. Vi trovo sorrisi, gentilezza e dimostrazioni d'affetto, un  posto che vivo a mio agio, dove poter essere me stessa e in cui, per quei pochi momenti,  riesco a respirare  una boccata d'aria di libertà.

E scappo lì........ogni qualvolta sento il bisogno di fuggire o di ritornare.  

postato da: Saffo13 alle ore 16:24 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, ricordi, luoghi magici, raccontati
09/01/2008

STRA

"Rubo" questo post dal blog http://condoricose.splinder.com/archive/2007-06 e mi scuso con l'autore, Riccardo Madrid, per  l'abuso, ma anch'io amo Ancona e quel posto in particolare, a cui sono legata da intensi ricordi. Nel leggere questo scritto, ho provato molta emozione. Andarvi è sempre una grande gioia. Ho profonda stima di Danilo, Chicchi, e nutro per lui un affetto sincero.  Il merito dell'accoglienza e dell'amicizia che vi trovo, va a chi mi ci ha portata la prima volta, tanto tempo addietro, e con cui ho continuato a condividere il piacere di "stare insieme", al tavolo 4: FRA.

 vicolo di strabacco

Vicolo di Strabacco

La produzione di acquarelli da portarmi in Cile va avanti e mi obbliga a guardare questa mia città non con gli occhi di chi passa per le vie distratto e di corsa perché deve arrivare da un posto all’altro in fretta e per lavoro. No, mi obbliga  a guardare gli angoli, le piazze e le strade  e pensare a cosa c’è dietro i muri, ad immaginare come sarebbe quel posto senza macchine,  a pensare che, tutto sommato, Ancona è più bella di quanto i suoi abitanti credano.

Affianco a  questo vicolo, ad esempio,  c’è  Strabacco” (osteria-teatro). Diciamo che  nell’anima è una raffinata “osteria” dove il titolare, Danilo, ha fatto veramente “un ristorante di un certo tipo”. Ho sentito tantissime volte persone che si proponevano di “mettere su” un luogo così: “di un certo tipo”, senza definire mai di quale tipo si trattasse e quindi senza riuscirci.  Danilo lo ha definito e, lavorando molto, ci è riuscito.  

Aperto nel 1978, aveva  in cucina una  macchina a gas con quattro fornelli, uguale  a quella che c’era a casa mia. e forse, se è possibile,  più sgangherata. C’era qualche tavolo, qualche sedia e tante idee, ma soprattutto c’era la presenza carismatica di una persona convinta  che la gastronomia seria è cultura.

Danilo ha studiato, ha studiato tanto le tradizioni culinarie delle Marche, i suoi vini, i suoi prodotti, è andato a  scovare tutti i “segreti della nonna” . Poi è cresciuto con intelligenza ed è stato bravissimo a non perdere  lo spirito degli inizi, e cioè quello di un luogo dove non c’è bisogno di conoscere una persona per sedersi allo stesso tavolo.

Da Strabacco si può “stare insieme”. Non sono un cliente assiduo, ma molte cene o pranzi “importanti” li ho fatto lì. Chi serve a tavola non arriva certo con lo smoking, ma arriva con quel  sorriso che ti fa sentire a casa. Poi passa Lui a salutare sempre con le parole appropriate, si tratti di un giornalista, di un ambasciatore, di un attore, di un politico, di un gastronomo o semplicemente si tratti di me che non sono nulla di tutto ciò. Con Danilo ho un debito.

Molte volte ho citato in Condoricose i “miei raccontini” e di questi ne ho pubblicato uno solo. Si tratta de “L’ancora e la locomotiva”, un ricordo del mio peregrinare  tra le case che Neruda ha lasciato in Cile. La “edizione” è un volumetto di 20 pagine (cm 10x14) stampato con una certa eleganza in occasione di un recital di poesie del Premio Nobel e soprattutto finanziato da Strabacco. A questo punto credo che l’acquarello non lo porterò in Cile, ma lo regalerò a Danilo.

Commento al post

Emozionato! Non credo che questo aggettivo rappresenti davvero il mio stato d'animo nel leggere il tuo scritto sul blog. Grazie Ricardo. Hai ragione nel dire che la cosa più difficile è stata quella di mantenere inalterato lo spirito dei ventanni. Quello spirito audace, aggressivo e spericolato proprio di quella età. Poi crescono le responsabilità, i doveri verso coloro che lavorano e sudano con te e cedi a qualche compromesso. Mandi a quel paese un po' meno gente, soppesi di più le tue gesta.....insomma, cerchi di cescere. Ci provi. La cucina una volta era economica, si chiamava così, ora di economico nel mio laboratorio non c'è più niente. Continuo ad elaborare filosofie di comportamento gastronomico, ma sono sempre più convinto che la cucina debba assomigliare alla vita....pochi fronzoli inutili e più qualità. Solo così i piatti rispecchieranno noi stessi, la nostra cultura, la nostra italianità e, consentimi, la nostra marchigianità. Io sono Danilo, quello che ha perso troppo presto i genitori, talmente presto che la mia cultura non è stata influenzata da insegnamenti ed educazione di maniera, di buona famiglia. Ogni cosa l'ho pesata con i miei occhi, con la mia testa, con il mio istinto. Ed è con questo istinto che ho abbracciato con entusiasmo l'idea di stampare insieme a te quel libello di poesie. Mi piacerebbe che tu ne riempissi altre di quelle pagine per continuare a leggerle insieme a te. Dimenticavo....grazie per il tuo acquarello. E' un bellissimo regalo!
Danilo.
30 Giugno 2007 - 00:23
postato da: Saffo13 alle ore 23:27 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, ricordi, suggerimenti, luoghi magici
01/01/2008

Che sia buona vita

 

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..........

Vivi sempre con passione
rispetta le persone
e l'amore per te stessa
difendilo, non farlo maltrattare,
tu rischia ma rimani uguale.

Che sia buona vita,
che sia buono il tempo,
canti canti il vento,
finchè notte sia finita.

Che sia buona vita,
che sia buono il tempo,
canti canti il vento,
che il tuo sogno prenda vita.

...........

postato da: Saffo13 alle ore 14:45 | link | commenti (3)
categorie: musica, riflessioni

Qualcosa di Te

06.gif picture by babsy_photos

Grazie per la tua compagnia
scivola la notte va via
dentro c’ è uno strappo sottile 
e il tempo passa senza chiedere.
Scelgo i pezzi del passato
prendo poche cose e vado
ma porto sempre in fondo a me qualcosa che assomigli un poco a te.

(......)
 
Grazie per la tua compagnia
prende fiato l’
anima mia
tremo a una parete sottile 
e il cuore cede dov’ è fragile.
Vivo appesa a un filo e cado
corro e non so dove vado
ma cerco sempre intorno a me qualcosa che assomigli un poco a te.

Di lui che ne sarà
parlarne a poco servirà
se non a riaprire una ferita
che si è asciugata con fatica.

Ora lascia in giro un po’  d’ allegria
quella che trascini con te.
Cara vicinissima voce
spazio aperto tra le nuvole
pensami tra la gente
pensami e sarai presente 
e porta sempre in fondo a te qualcosa che assomigli un poco a me.

postato da: Saffo13 alle ore 12:51 | link | commenti
categorie: musica, riflessioni
15/12/2007

Nevicata

Odio la neve anche se appaga gli occhi.

postato da: Saffo13 alle ore 19:16 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
07/11/2007

Gli errori

Gli errori si pagano a caro prezzo.

Quelli subiti e quelli commessi.

Ne ho perdonati tanti, in nome dell'amore.

A me non viene perdonato nulla,

neanche l'amore che ho dato.

Non era voluto. 

Non si perdonano i tentativi di ribellione al rifiuto. 

Non si perdonano le parole.

Non si comprendono le parole.

Non si comprende chi non si ama.

Non si comprendono lacrime versate.

Non si comprende il dolore.

Non ci si comprende. 

postato da: Saffo13 alle ore 22:16 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, raccontati
12/10/2007

Dirlo con un fiore.....

Quel giorno

disegnò una margherita sulla mia pelle,

calcolandone minuziosamente i petali.

Nessun bisogno che li contassi.

Erano esattamente 

quelli che gli servivano.

E, con essi, 

ancora una volta intese fare chiarezza.

Poi, però, con tratto leggero, vi aggiunse

un altro minuscolo petalo,

distante, distaccato

come fosse volato via lontano.

Cercai di proteggere, di conservare

a lungo quella margherita,

l'unico fiore,

l'unica cosa che mi abbia mai regalato.

"Un simbolo di pace, di riconciliazione, d'affetto" ,

mi disse.

Allora diventò infinitamente preziosa.

Ma, a poco a poco, si dileguò.

Infine scomparve.

E con lei,

anche chi l'ha lasciata lì,

invisibile

ma  come un marchio inciso,

che continua a scavare,

a bruciare 

dentro la pelle.

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categorie: riflessioni, ricordi, raccontati
28/09/2007

Solitudine

 

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare.....

(tratto da "Solitudine" di Emily Dickinson)

postato da: Saffo13 alle ore 23:01 | link | commenti (5)
categorie: poesie, riflessioni, luoghi magici
18/09/2007

Categorie protette

 

"...l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora più in giù: i piglianculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre..."

Leonardo Sciascia, "Il giorno della civetta"

postato da: Saffo13 alle ore 00:12 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni
10/09/2007

"Amatevi, ma non tramutate l'amore in un legame. Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime. Colmate a vicenda le vostre coppe, ma non bevete da una sola coppa, scambiatevi il pane, ma non mangiate da un solo pane. Cantate e danzate insieme e insieme siate felici, ma permettete a ciascuno di voi d'essere solo."

(Kahlil Gibran)

postato da: Saffo13 alle ore 02:28 | link | commenti (10)
categorie: riflessioni, arte
06/09/2007

Dipendenza

 

Amare è come una droga: all'inizio viene la sensazione di euforia, di totale abbandono. Poi il giorno dopo vuoi di più. Non hai ancora preso il vizio, ma la sensazione ti è piaciuta e credi di poterla tenere sotto controllo. Pensi alla persona amata per due minuti e te ne dimentichi per tre ore. Ma, a poco a poco, ti abitui a quella persona e cominci a dipendere da lei in ogni cosa. Allora la pensi per tre ore e te ne dimentichi per due minuti. Se quella persona non ti è vicina, provi le stesse sensazioni dei drogati ai quali manca la droga. A quel punto, come i drogati rubano e s'umiliano per ottenere ciò di cui hanno bisogno, sei disposto a fare qualsiasi cosa per amore.

(Paulo Coelho)

postato da: Saffo13 alle ore 23:26 | link | commenti (7)
categorie: riflessioni, suggerimenti
29/08/2007

FINE

Era nell'aria, da un po' di tempo, io lo sentivo. O lo è stato da sempre ed era solo illusione. Assenza improvvisa. Gesti sfuggenti. Silenzio. Molteplici scuse e ancora assordante silenzio. Parole chieste ma volutamente mai pronunciate. In quelle dette, la non verità. Altre, brutalmente vere.

Riaffiora un vissuto straziante a me ormai troppo noto.  Questa volta sarei stata io ad andarmene. L'avevo annunciato. Indifferente silenzio.

Niente è stato fatto per evitare di perdermi. Niente, fosse anche una sola parola.

Io non sono "importante". Non lo sono mai stata. Indispensabile in alcune occasioni ma non importante, tanto da meritare un gesto d'affetto, una mano che trattenesse la mia. Ora debbo difendermi.

Ed esiste un'unica via d'uscita racchiusa in una parola che non avrei mai pronunciato, se solo......L'unica possibile, per non morire di nuovo:  "FINE" .

postato da: Saffo13 alle ore 23:39 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, raccontati
01/07/2007

Voglia di mare

Anch'io avevo voglia di mare,

voglia di mare con te

postato da: Saffo13 alle ore 18:30 | link | commenti (16)
categorie: riflessioni, ricordi, luoghi magici
05/04/2007

Il ricordo

            

"Noi siamo quello che ricordiamo, il racconto è ricordo e ricordo è vivere"

(Mario Luzi)

postato da: Saffo13 alle ore 16:46 | link | commenti (22)
categorie: riflessioni
27/02/2007

Ancona al tramonto

Ecco il momento che mi mancava da vivere insieme a questa città.

E' stato difficile andarmene.....oggi ancora di più. 

postato da: Saffo13 alle ore 21:27 | link | commenti (21)
categorie: riflessioni, luoghi magici
25/02/2007

Mancanza

Vincent van Gogh, Flower Beds in Holland  

 Ricordo un'altra primavera, un anno fa.

Ritrovai ciò che credevo perduto.

Ma è durato solo un attimo.

Troppo breve per sembrare vero.

postato da: Saffo13 alle ore 14:38 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
21/02/2007

A proposito di AMICIZIA

Non chiedevo poi tanto.

Un piccolo segno ed era già abbastanza.

Inaspettato.

postato da: Saffo13 alle ore 13:02 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
20/02/2007

19 febbraio 2007

Foto Salento 128   Questo mare in tumulto è il perfetto compagno del mio stato d'animo. 

postato da: Saffo13 alle ore 00:23 | link | commenti (5)
categorie: riflessioni
04/02/2007

Andrò

Intuire, sentire, capire che qui, oggi, non ero gradita.

E non lo ero neanche l'ultima volta.

Ma io andrò di nuovo.

Anche se con la sola compagnia di una mancanza.

Con le lacrime agli occhi, ma andrò.

 Niente e nessuno potranno portarmi via il desiderio

di sentirmi parte di questa città.

postato da: Saffo13 alle ore 19:18 | link | commenti (7)
categorie: riflessioni, luoghi magici
13/11/2006

Rammarico

Tramonto S.Maria di Leuca

Mi chiedo, con sempre maggiore rammarico e tanta nostalgia, quanti di questi spettacoli sto perdendo, restando in un luogo non mio.

Mi chiedo perché debba essere così "legata",  come una prigioniera, quando avrei solo desiderio di andare.

Ormai non c'è più molto, qui, per cui valga la pena restare. 

postato da: Saffo13 alle ore 21:20 | link | commenti (50)
categorie: riflessioni, ricordi, luoghi magici, raccontati
04/11/2006

Le distanze

Tramonto di novembre

Le immagini catturano e rimandano emozioni che mi legano a questi luoghi.

Le mie fughe qui sono, però, soprattutto maldestri tentativi di mettere distanze.

Tuttavia, ciò che tento di lasciarmi dietro ritorna con prepotenza di fronte a questa straripante natura.

Allora sento che desidero, con tutta me stessa, avere accanto a me ciò da cui sono fuggita.

Tramonto S.Maria di Leuca

postato da: Saffo13 alle ore 02:24 | link | commenti (16)
categorie: riflessioni, luoghi magici, raccontati
03/07/2006

Ancona

Splendida, come sempre.

Ancor più emozionante dal mare......  

postato da: Saffo13 alle ore 00:35 | link | commenti (8)
categorie: riflessioni, luoghi magici
04/06/2006

Primi amori......

 

Vincen Van Gogh, Liliac bush

Avevo poco più di quindici anni. Una cotta di quelle improvvise, fulminanti, per un ragazzo all' ultimo anno delle superiori, Nicola. Non so quanto bello, ma allora mi pareva stupendo. Io non ero un granché, con qualche chilo di troppo, molto esuberante, ma ancora fisicamente impacciata, non consapevole che avrei potuto fare molto per migliorare il mio aspetto e piacere di più. Ma ero immatura, allora, non pienamente cosciente di me stessa, con scarsa autostima,  consapevole solo che non ero una sciocca, e era ciò che, per me, contava di più. E invidiavo le  mie compagne, già  ben formate, che si potevano permettere jeans attillati, magliettine aderenti e minigonne. Lui mi piaceva, lo sapeva e così pure gli altri. Io, forse, gli ero solo simpatica. Andavamo a scuola con il treno e cercavo, ogni mattina, di tenergli il posto accanto al mio o, se non sedeva, mi alzavo io per stargli vicino. Non avevo remore a mostrare i tanti stratagemmi per attirare la sua attenzione. Scherzava con me, questo sì, ma lungi dal dimostrare altro interesse. Non sempre le mie accortezze gli facevano piacere e avvertivo che, spesso, cercava di evitarmi. Coglievo sguardi d' intesa tra lui e gli amici, a volte commenti poco carini, a volte derisione, ma ero imperterrita a non leggerli come fastidio, incoscientemente determinata a mettermi in mostra, a compiacerlo, nella speranza che, prima o poi, qualcosa succedesse. Le mie amiche flirtavano già coi ragazzi, da tempo, anche quelle meno belle, e mi chiedevo cosa avessi, io, per non suscitare interesse in chi mi piaceva.  Poi, un giorno, non so come, apparve, nel nostro gruppo, una biondina, capelli sottili a caschetto, esile, pallida, dai lineamenti minuti, perfettamente truccata, molto composta e ordinata, vestita in modo rigorosamente classico, come una collegiale. Lisa  fu subito accolta nel giro perché, si diceva, avesse problemi in famiglia e aveva bisogno di essere integrata in un gruppo di amici. Mi sentii subito paladina e cercai di entrare nelle sue grazie. Ma non so se per timidezza o perché un po' se la tirava, parlava con un filo di voce, stava sulle sue, piuttosto in disparte, non sembrava particolarmente interessata ai nostri schiamazzi. Cercavamo di coinvolgerla nei giochi e nelle battute, ma accennava appena un sorriso, poche parole e tornava a guardare fuori dal finestrino, assente. Colsi più volte lo sguardo di lui cercare i suoi occhi, ma non capii subito. In seguito mi dissero che stavano insieme. Era successo tutto in sordina, inaspettatamente. O ero io a non essere stata messa al corrente. La presi nel modo in cui si accusano certi colpi a quell'età. Non bene, ma neanche soffrii più di tanto. Possedevo una grande capacità di rassegnazione e una sorta di fatalismo che mi consolava nelle sconfitte. Li osservavo sedere vicini, lei distaccata, lui, premuroso, le teneva la mano, qualche volta la sfiorava con qualche bacio, lei non pareva gradire, mai un cedimento, mai un gesto spontaneo,  solo controllata gentilezza, e mi chiedevo se fosse davvero innamorata o avesse ceduto più perché era un ragazzo ambito e conteso, che per convinzione. Per me, comunque, rimaneva un amico con cui scherzare e spesso c'incontravamo durante il viaggio di ritorno, di sera,  e, senza l'affollamento della mattina, senza i suoi compagni, era meno teso e si lasciava avvicinare. Ma non affrontai mai l'argomento Lisa, con lui.  Non mi rendevo conto che egli cercava ragazze più grandi, più vicine alla sua età, più appariscenti,  e non poteva confondersi con una ragazzina dal corpo